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Roberta Vinci sicura: "Sinner è ottimo, per le giovani italiane serve pazienza"

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Roberta Vinci fell at the first hurdle in Switzerland

Credit Foto PA Sport

DaOAsport
29/06/2020 A 07:00 | Aggiornato 29/06/2020 A 08:21

Dal nostro partner OAsport.it

Pungi come un’ape e vola come una farfalla“. Ci scuseranno gli appassionati di pugilato e i tifosi di Muhammad Alì se prendiamo in prestito una delle citazioni più famose che riguardano il campione americano per parlarvi di un altro sport e, in particolare, di un’atleta che con la sua leggiadria e determinazione ha conquistato il sogno di una vita. Ci riferiamo a Roberta Vinci, top-10 del ranking WTA (numero 10) nel 2016 e strepitosa nel 2015 con la finale degli Us Open, persa poi contro l’amica/rivale di una vita Flavia Pennetta. E’ stata proprio lo Slam stelle e strisce a dare una sterzata alla carriera dell’azzurra fino a quel momento priva di acuti significativi in singolare e densa di soddisfazioni nel doppio con Sara Errani (2 Australian Open, 1 Roland Garros, 1 Wimbledon e 1 Us Open).

Ecco quella leggiadria nel rovescio e l’eleganza nei movimenti mancano in un tennis femminile sempre più vicino al maschile: “Ormai si gioca tanto sull’uno-due e il mio tennis è molto difficile da vedere. Un modo di giocare ragionato e particolarmente dispendioso dal punto di vista mentale“, le parole dell’ex giocatrice a OA Sport, nel corso della puntata di Tennis2U su Sport2U. Mondo della racchetta e pallina, di fatto, ancora fermo e nell’occhio del ciclone delle polemiche per i casi positivi dell’Adria Tour, mini-circuito di esibizione ideato dal n.1 del mondo Novak Djokovic, contagiato anch’egli.

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Le intenzioni di Djokovic erano lodevoli, ricordiamo che nel corso della quarantena ha fatto tante donazioni, ma è chiaro che per giocare si devono rispettare le regole. Sono quindi d’accordo sulla ripresa e sul voler scendere in campo, ma mettendo sempre al primo posto la sicurezza della collettività“, le considerazioni di Roberta. Qualcosa di agonistico, però, c’è e Matteo Berrettini a Nizza sta facendo vedere di essere ben “centrato” nel corso dell’Ultimate Tennis Showdown, iniziativa con regole particolari che tanti hanno criticato. E l’idea di Vinci? “A me piacciono le novità ed è anche giusto cercare qualcosa di diverso per dare interesse. Non sono quindi una che ha una visione molto conservativa sulle cose“.

Si è giunti ieri all’atto finale dei Campionati italiani di Todi, che l’ex tennista nostrana ha seguito con interesse e di qui la domanda è la seguente: il tennis italiano femminile perché fa fatica? La risposta: “E’ un discorso di cicli, noi quattro (Flavia Pennetta, Sara Errani e Francesca Schiavone le altre, ndr) rientravamo nello stesso periodo e ci siamo espresse ad alto livello in età matura. Per cui, secondo me, bisogna avere un po’ di pazienza, non dovendo giudicare in maniera affrettata. Magari, in questo momento, sono gli uomini ad avere risultati migliori e questo comunque fa piacere“. Considerando i ragazzi, si parla tanto di Jannik Sinner, giovane promessa del nostro tennis: “E’ un giocatore ottimo. Lui è un ragazzo molto quadrato, seguito da uno staff di primo ordine. Credo ci siano tutte le condizioni per fare bene, ma come detto bisogna avere calma“.

giandomenico.tiseo@oasport.it

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