E se questo Roland-Garros fosse un importante punto di svolta? Conquistando il suo 22° titolo del Grande Slam, Rafael Nadal si è staccato dai suoi due avversari dei "Big 3", che ne contano 20 ciascuno. Ma, mentre le prospettive per Roger Federer a quasi 41 anni, appaiono anagraficamente limitate - se tornerà, sembra improbabile che possa vincere un nuovo Major -, il colpo è stato particolarmente duro da assorbire per Novak Djokovic, ora distanziato in classifica. Battuto ai quarti di finale da Nadal alla Porte d'Auteuil, Djokovic non è sembrato essere in grado di dare il meglio di sé. E non è l'unico deluso. "Sono giù e non riesco a dormire. Non posso dire di essere deluso, ma sono triste, questo sì. Non è stata una partita perfetta, in ogni caso. Rafa non ha giocato a un livello spettacolare, ma il linguaggio del corpo ha fatto la differenza, dal primo all'ultimo punto", ha detto sabato il suo allenatore Goran Ivanisevic in un'intervista ai colleghi di Tennis Majors.
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Ivanisevic: "Forse Novak non ha creduto fino in fondo di poter vincere. E questo atteggiamento, con Nadal, si paga"

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Il croato, che a caldo non ha parlato con il suo giocatore, non riesce a spiegarsi la passività di Djokovic durante la maggior parte del match. Soprattutto dopo aver vissuto la semifinale tra i due contendenti lo scorso anno. All'epoca, nonostante un brutto inizio, il serbo aveva chiaramente alzato la voce per conquistare il pallino del gioco. "Lo avevo avvertito, vi avevo anche detto (ai giornalisti, ndr) che l'inizio del match avrebbe potuto essere decisivo, ma è partito male ugualmente... E dopo la svolta del secondo set, il modo in cui ha giocato il terzo è incomprensibile, è come se gli fossero mancate le energie e non avesse creduto abbastanza di poter vincere. Questo non ce lo si può permettere contro Rafa, perché il Roland-Garros è il suo torneo. Se avesse vinto il 4° set, chissà. Ma con i 'se'... Forse il risultato sarebbe stato diverso, ma continuo a non capire il suo 'linguaggio del corpo' e questa mancanza di energia. Ha avuto troppi alti e bassi, mentre Rafa è stato coerente e ha assolutamente meritato di vincere questa partita", ha ammesso Ivanisevic.

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Ivanisevic: "Djokovic destabilizzato dal pubblico? Non credo..."

Forse Djokovic ha messo troppa pressione su di sé prima del match? Pensava di dover vincere per via di questa famosa corsa al record del Grande Slam? Probabilmente. Che sia forse stato destabilizzato dal tifo avverso del "Philippe-Chatrier"? Il serbo, però, ha talmente dimostrato in passato la sua capacità di resistere a questo tipo di "clima partigiano" e addirittura di nutrirsene - lo può testimoniare Roger Federer sia agli US Open del 2015 che a Wimbledon nel 2019 - che l'ipotesi sembra comunque azzardata. Del resto, anche lo stesso Ivanisevic non ci crede. "L'unica cosa che non mi piace e che non trovo corretta, è che il pubblico ha fischiato Djokovic quando è entrato in campo. Voglio dire, è il numero 1 del mondo (ancora per una settimana, ndr) e ha vinto 20 tornei del Grande Slam. Titoli. Piaccia o no, dovremmo rispettarlo. Non so se Novak sia stato destabilizzato da questo supporto travolgente per Rafa, ma ha imparato ad affrontarlo e questa non può essere una scusa, secondo me".

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L'obbligo di tornare grande a Wimbledon

Allora che dire del futuro? Djokovic è da considerarsi decisamente ko questa volta? È vero: questo 2022 è stato impietoso per lui fino a questo momento. Bandito dalla partecipazione agli Australian Open perché non vaccinato, ha quindi fallito nei quarti di finale al Roland-Garros e quest'anno si è fregiato di un solo titolo, quello acquisito a Roma. Ma il segno distintivo di campioni di questo calibro è rialzarsi e tornare più forti di prima dopo un fallimento, per quanto amaro possa essere. Wimbledon sta arrivando veloce e il serbo, campione in carica e sei volte vincitore, potrebbe benissimo tornare a fare la voce grossa proprio a Londra. Tanto più che la competizione quest'anno sarà minore per l'esclusione dei russi dal torneo (Daniil Medvedeve Andrey Rublev nella Top 10). Quindi, l'infortunio di Alexander Zverev, l'incerto stato di forma di Matteo Berrettini, o anche quello di Roger Federer, l'unico a competere davvero con il serbo sull'erba negli ultimi anni. Un Rafael Nadal in piena fiducia e in corsa per il Grande Slam potrebbe sicuramente essere un grosso ostacolo. In ogni caso, Ivanisevic non dubita delle risorse del suo uomo e della sua capacità di riprendersi. "Certo che può! Non ha davvero scelta ad essere onesti. È il grande favorito a Wimbledon, come lo era Rafa a Parigi. Novak ha bisogno di riposare bene e prepararsi per Wimbledon fisicamente e mentalmente. Sono sicuro che ce la farà e penso che vincerà Wimbledon. Ho buone sensazioni al riguardo".

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