Il futuro può attendere, ancora una volta. Federer-Nadal-Federer-Nadal-Federer-Nadal. È questa l’alternanza perfetta di Slam tra il 2017 e la metà del 2018, un duopolio svizzero-spagnolo semplicemente inimmaginabile e irripetibile nella storia del tennis, almeno per gli umani. Dieci anni fa sarebbe stata routine, oggi è leggenda e il privilegio di raccontare le gesta di questi atleti cresce con il passare del tempo.

Roland Garros
Nadal da record: tutti i numeri di Rafa al Roland Garros
10/06/2018 A 16:03

Questa è la giornata di Rafa, un pomeriggio di dominio come tanti per lui al Roland Garros: 11 finali e altrettante vittorie per l’Ercole della terra battuta, colui che è stato creato per primeggiare su questa superficie con una forza sovrumana, con una voglia di competere senza eguali. Dominic Thiem, il numero 2 sul rosso nel panorama mondiale, non ha potuto scalfire una grandezza da 86 successi su 88 a Parigi.

Numeri, cifre, record di ogni tempo che hanno pesato non poco sulla testa di Dominic Thiem. Dopo un inizio negativo nella sua prima finale Slam, l’austriaco ha saputo rimontare dallo 0-2 al 2-2 e fino al 5-4 ha avuto ben chiaro in mente il suo piano tattico: evitare la diagonale sinistra – rovescio contro gancio mancino di Nadal – e servire forte e piatto al centro, senza quel kick esterno, la sua battuta di solito più redditizia, che sarebbe stato un assist per il dritto dello spagnolo.

La difficoltà del numero 8 del mondo è stata, però, rimanere con la testa nel match senza lasciare spiragli al dominatore del Philippe Chatrier: un improvviso black-out nel decimo gioco gli è costato il set e di fatto la partita. Nadal ha sentito l’odore del sangue ed è salito 3-0. Il risveglio di Thiem, disposto a cercare altre soluzioni come la palla corta, si è palesato nello spettacolare game del 5-2 e non è bastato. Un gioco di un livello altissimo vinto da Rafa XI.

Il mancino di Manacor non ha mai abbassato l’intensità del suo tennis da fondo e con il rovescio ha spolverato righe e angoli molto stretti. Nemmeno un crampo alla mano sinistra l’ha destabilizzato: avrebbe giocato anche con la destra in caso di necessità per completare la sua missione. In due ore e 42 minuti Rafa Nadal ha emesso il verdetto per 6-4 6-3 6-2 e ha alzato le mani al cielo prima di sollevare l’11esima Coupe des Mousquetaires. Nessuno ha fatto meglio in un singolo major, eccetto Margaret Court in Australia (11) ma iniziando prima dello spartiacque dell’era Open.

Roland Garros: Nadal-Thiem 6-4 6-3 6-2, gli highlights della finale in 180 secondi

Perfino la pioggia, prevista da giorni su Parigi, si è schierata dalla parte del vincitore di 17 Slam. La commozione, così come era accaduto a Roger, nasce dalla sensazione di poter alimentare la leggenda anche in un periodo storico che poteva non essere il loro. Gli umani applaudono, i superuomini vincono e fermano il tempo. Che Dio li conservi.

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