Una prestazione che esula il pronosticabile. Una finale dritta nella storia. D’altra parte, per un’occasione speciale, evidentemente, c’era davvero bisogno di qualcosa di unico. Rafael Nadal ha scelto l’abito più lussuoso di tutti tra le prestigiose vesti che qui avevamo pensato di aver già visto sfilare tutte: un 6-0 6-2 7-5 al n°1 del mondo Novak Djokovic di rara eccellenza. Il 13° trionfo parigino del resto, ma soprattutto il 20° slam che gli consente di eguagliare l’amico leggenda Roger Federer, andava celebrato a dovere.

E Nadal l’ha fatto. Eccome se l’ha fatto. In una partita catalogabile sostanzialmente come “stato dell’arte”. Ne più, ne meno. Altrimenti come definireste un match dove per i primi due set Nadal ha concesso soltanto 6 – dicasi sei! – errori non forzati, tre dei quali nel game finale per chiudere 6-0 6-2?

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Nadal si prepara per Parigi Bercy giocando a golf
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Nadal spietato: ecco il punto del 6-0 a Djokovic

Semplicemente straordinario, Nadal, nella rapidità sul campo ma soprattutto nella variazione del suo tennis, oltre che chiaramente in quella già citata solidità dal punto di vista della conduzione dei punti. Variazioni che non hanno mai fornito per due set una palla uguale all’altra a Djokovic; una capacità di intrepretare e imporre la partita da parte di Nadal che ha mandato fuori giri anche colui che semplicemente era considerato come una macchina perfetta in queste occasioni.

Già, perché Djokovic ha ovviamente anche provato a giocarsela, a dire la sua, ma tradito nel primo parziale da un inizio a rilento soprattutto al servizio (troppo falloso e poco incisivo in termini di velocità, probabilmente viene da sospettare anche non al meglio col collo già dolorante dei giorni scorsi), il serbo si è ritrovato presto in apnea tennistica.

Nadal, recupero in diagonale sulla palla corta di Djokovic

A spingerlo sotto e non allentare mai la presa uno straordinario Nadal, capace così di strapazzare l’avversario e metterlo di fronte, dopo due set, alla concreta realtà dei fatti: una rimonta impossibile.

In solo due occasioni infatti Rafa aveva subito un ko da 2 set a 0 sopra: 2005 Miami con Federer; 2015 US Open con Fognini. Mai sulla terra e chiaramente non a Parigi. Semplicemente utopistico immaginarlo per la versione odierna.

Nadal fenomenale: Djokovic le prova tutte ma trova un muro

E così, la reazione di Djokovic alla perfetta interpretazione della partita da parte di Nadal è stata più che altro una questione di orgoglio ferito; di quella voglia di non abbandonare il campo di battaglia totalmente umiliato. Il controbreak a metà terzo set sul 3-3 dopo l'allungo di Nadal; ma non è comunque bastato. Non per arginare un Nadal oggi semplicemente più forte di lui: 6-0 6-2 7-5 il finale.

Il maiorchino impone così il suo sigillo più prestigioso anche nel Roland Garros più anomalo della storia, mettendo in qualche modo a tacere tutto il chiacchiericcio di inizio torneo su velocità e rotazione delle palle, sulla lentezza del campo e chi più ne ha più ne metta. La celebrazione totale, insomma, di un campione unico: da oggi certificato ulteriormente anche dalla magnificenza dei numeri. Tredici Roland Garros su 13 finali giocate in 15 anni di presenze a Parigi; 100 partite vinte su 102. Vi sfidiamo a trovare qualcosa di simile nella storia non del tennis, ma di qualsiasi sport.

Un consiglio: non perdeteci troppo tempo. Non la troverete.

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