Qualcosa di grande. Se la ricorderanno i tifosi italiani questa tirata fino a notte fonda per assistere a Jannik Sinner e alle sue gesta sul campo di terra rossa più celebre del mondo. L'altoatesino cede con l'onore delle armi a Re Rafa Nadal, che sul suo Philippe-Chatrier vince per 7-6 6-4 6-1 in un match che per almeno un paio d'ore è stato un equilibrato braccio di ferro. E scusate se è poco. Vince lo spagnolo - per la 98esima volta su 100 incontri al Roland Garros - ma vince anche Sinner. Che a Bois de Boulogne promette di tornare per fare anche meglio di così, perchè un quarto di finale da debuttante e una personalità tale non si vedono tutti i giorni. Il primo premio, intanto, è l'ingresso in top 50: Jannik lunedì sarà numero 46.

Nadal spietato, Sinner a testa alta: il match in 180 secondi

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"Non dovrò avere il freno a mano tirato" aveva detto alla vigilia del match Sinner, che mantiene la parola. La reverenza per il mostro sacro che c'è dall'altra parte della rete non lo turba, figuriamoci il vento che soffia nell'umida sera parigina. L'azzurro fonda le sue fortune su una prima di servizio che lo assiste a inizio match e complica la vita a Nadal con alcune palle corte magistrali e un rovescio in versione extralusso. Di più, tiene alla grande sulla diagonale di sinistra che anzi cerca con insistenza. Rafa, dal canto suo ci mette un po' ad ingranare col diritto, ma come sempre è magistrale nell'alzare il livello quando le cose si complicano. Succede in occasione dei due break subiti - e prontamente recuperati - ma anche nel tiebreak con cui si aggiudica il primo set. Letale.

Che rovescio di Sinner! La pallina passa accanto al paletto

Nadal rispetta Sinner e si vede. Ma non è qualcosa di dovuto, bensì di guadagnato dal nativo di Sesto Pusteria. Che dopo il cazzotto del tiebreak riparte con la stessa intensità, alternando fucilate dal fondo a un paio ti tocchi di fino, compresa una veronica sottorete che per poco non manda il maiorchino contro la panchina a bordo campo. Certo, con Rafael Nadal Parera il livello non può mai scendere sotto una certa soglia e quando succede son dolori. Lo spagnolo è bravo a entrare nelle pieghe del match in cui Sinner palesa la sua inesperienza e a insistere su alcuni fondamentali che a tratti tradiscono Jannik, vedi il diritto o la volée. Portando così l'incontro sui binari voluti. E quando sente l'odore del sangue, si sa, lo spagnolo non perdona.

La veronica di Sinner fa sbattere Nadal contro il portaracchette

Il primo game del terzo set, di fatto, è l'ultimo in cui c'è partita vera. Sinner ha la spia della riserva accesa, Nadal prende il largo. Devastante fino all'ultimo punto, con un diritto che dopo i tentennamenti iniziali torna ad essere micidiale. L'esultanza rabbiosa è quella di sempre, la sensazione di aver vinto un match non banale c'è. Rafa vola in semifinale al Roland Garros per la 13esima volta in carriera (sfiderà l'indomito Diego Schwartzman) e nelle precedenti sapete già come è andata a finire. Ma stavolta, a fianco della sua immarcescibile stella, brilla anche la luce del futuro di Jannik Sinner.

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