Se solo Sara potesse servire, invece delle palline, il cuore oltre la rete. Se potesse giocare solo i game in ricezione, con la risposta da splendida doppista che è stata e una palla corta fra le migliori del circuito, saprebbe anche tornare in finale di questo torneo che l’ha vista, nel 2012, opposta a Serena Williams. Quel giorno in cui il servizio le fu letale e ancora oggi fra lanci palla mancati, warning e time violation, doppi falli (14) e battute sotto (l'ultima su match-point), ha dovuto rimontare un set perso dopo aver servito 3 game, da 5-1, per vincerlo. Ha servito uguali volte per il match, con un MP messo lì fra 10 break consecutivi di uno psicodramma finito con la Bertens in lacrime di dolore alla coscia sinistra e i crampi al braccio destro, portata fuori dal campo in carrozzina.

Errani, che punto! Sara è super di rovescio lungolinea

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L'olandese sul primo colpo non ha fatto granchè meglio, vincendo uguali punti con i due servizi, ma con più punti diretti (61/38, quasi esclusivi dalla parte del dritto) per strappare un match di 24 break in 3 ore e 11 minuti: 7-6, 3-6, 9-7. La Errani non batte una top-ten dal 2015 (Petra Kvitova a Wuhan) e peccato perché anche oggi, come in tutti i match di qualificazione e al primo turno contro la campionessa olimpia Monica Puig, Sara ha sparso su questo campo - reso ancora più insidioso dal freddo e dalle nuove palline Wilson, che rimbalzano meno - le sue splendide variazioni vincenti in doppia cifra, e quando la Bertens ha accettato la sfida da fondo è pure finita fuorigiri (63 gli errori). Peccato che bisognasse anche battere.

Errani in tilt: non riesce più a servire e batte da sotto

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