Un traguardo atteso una vita. Dieci anni fa, proprio su questi campi, alla prima volta in carriera così in là in uno slam, subì la rimonta da 6-1 4-1 avanti contro Francesca Schiavone. Quel giorno in pochi, visti anche i promettenti risultati da junior, avrebbero pensato che Anstasia Pavlyuchenkova avrebbe dovuto attendere un decennio per centrare una semifinale slam che era stata lontana solo due game.
Si è configurata così, invece, la carriera della russa, che alla definizione ‘promessa’ si è trovata, nel corso degli anni, a dover convivere con l’aggiunta dell’aggettivo ‘eterna’. Un arco temporale infinito, a un certo punto quasi insperato. Cinquantadue presenze nei tornei dello slam. Poi, in questo Roland Garros femminile di assolute novità, il destino, ha voluto che ci fosse spazio anche per lei. Sei delle otto giocatrici ai quarti affrontavano questo traguardo per la prima volta; la settima, lei, Anastasia Pavlyuchenkova, per sei volte prima di oggi sempre sconfitta in carriera ai quarti, fossero questi a Parigi, Londra, Melbourne o New York.
Sconfitta, in qualche modo, che Pavlyuchenkova non ha percepito come lontana anche oggi. Come la prima sfida di giornata, infatti, anche il secondo quarto di finale è terminato ‘a oltranza’. Pavlyuchenkova è però riuscita a girare una partita che sembrava nata male, con le piatte bordate della giunonica Rybakina – 185cm di potenza made in Russia ma naturalizzati kazaki – che avevano messo la Pavlyuchenkova a un angolo. Rybakina, infatti, era partita alla grande in questo match. In un amen era sopra 4-1 e chance del 5-1. Poi, come spesso accade nel tennis femminile, il repentino cambio di trama prima del ritorno a quanto già si era visto in precedenza. Tradotto? Pavlyuchenova aveva rimontato fino al tie-break, dove però Rybakina aveva ritrovato i suoi colpi vincenti, chiudendo il parziale per 7 punti a 2.
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Pavlyuchenkova cade in allungo, ma trova il break della rimonta

La russa non si è però data per vinta. Anzi, ha ricominciato a prodursi in eccellenti recuperi difensivi e soluzioni in angoli acuti. Nel mentre, Rybakina, riperdeva il suo tennis. Dal 2-2 del secondo set un bagel virtuale a favore di Pavlyuchenkova: 6-2 e 2-0. Tutto finito? Nemmeno per idea.

Doppio fallo di Rybakina, Pavlyuchenkova vola in semifinale

Nell’angolo russo si sono ripresentati i fantasmi di una vita e il vantaggio costruito in avvio si è presto sgretolato. Il match è finito così in un appassionante finale testa a testa in cui, questa volta, a tremare, è stata la più giovane delle protagoniste. E’ stato un doppio fallo di Rybakina sul match point a regalare a Pavlyuchenkova un traguardo atteso una vita, quella prima semifinale slam dopo 52 partecipazioni che nella parte bassa, giovedì, vedrà opposta la russa a Tamara Zidansek, tennista slovena che qualche ora prima aveva regolato Paula Badosa in uno scenario del tutto simile. Comunque vada, dunque, in finale, ci sarà un volto nuovo. Per un Roland Garros che, anno dopo anno, nel torneo femminile, ha abituato ormai tutti alla più disparate sorprese.
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