Nadal e il resto del mondo. Ai nastri di partenza del Roland Garros c'è un solo favorito ed è il 13 volte campione. Mouratoglou ha sintetizzato il pensiero comune: bisogna chiedersi solo chi perderà in finale, il resto è già scritto. Chi può dare fastidio al mancino di Manacor? Quali sono le ambizioni dei big? Analizziamo la situazione alla vigilia del secondo Slam della stagione.

La crescita di Tsitsipas

1. Tsitsipas - 3360
Roland Garros
Mouratoglou: "Non sappiamo solo chi perderà da Nadal in finale"
25/05/2021 A 11:24
2. Djokovic - 2920
3. Rublev - 2760
4. Zverev - 2250
5. Medvedev - 2230
6. Nadal - 2220
7. Karatsev - 1685
8. Hurkacz - 1460
Partiamo dalla Race che ci suggerisce come evolve la situazione verso le ATP Finals di Torino ma soprattutto cosa ci ha lasciato questa prima parte di stagione. Stefanos Tsitsipas è il giocatore che ha vinto più partite (33), con due titoli (Monte Carlo e Lione) e due finali (Acapulco e Barcellona). Il greco è stato in grado di mettere a dura prova perfino il re della terra battuta con un match point non sfruttato nella finale del 500 catalano mentre a Roma è stato piegato da Djokovic in una due giorni scoppiettante. Parigi non è Melbourne e il numero 5 del mondo difende la semifinale: l'impressione è che, con un pizzico di fortuna, possa addirittura andare oltre ma è altrettanto vero che Nadal e Djokovic hanno una consistenza diversa, in particolare a livello mentale. Quando si gioca al meglio dei cinque set questa differenza viene fuori in maniera prepotente.

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Djokovic e la questione psicologica

A questo punto non resta che un solo reale sfidante: Novak Djokovic. La finale del 2020 è stata a senso unico e quella di Roma di pochi giorni fa ha rinvigorito le certezze di Rafa. Aveva bisogno di un paio di successi pesanti sul rosso per arrivare al meglio al suo torneo: Barcellona e gli Internazionali d'Italia sono stati la migliore palestra. Eppure il serbo una chance ce l'ha e forse è proprio quella descritta da Goran Ivanisevic: "Non c'è che un giocatore che può battere Nadal secondo me, Novak. Può sembrare una follia, ma mi piacerebbe che fossero nello stesso lato di tabellone. Novak giocherebbe meglio contro di lui in semifinale. E Rafa giocherebbe meglio in finale. E' tutta una questione psicologica".

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Gli altri? Da Zverev a Rublev

Difficile uscire da qui insomma per vedere reali minacce al trono di Nadal. Ci sarebbe il vincitore di Madrid, Zverev, capace di infliggere una delusione allo spagnolo. La rivincita è arrivata subito a Roma e sulla distanza tre su cinque il tedesco ha sempre mostrato dei limiti, nonostante la finale degli US Open (comunque persa). Gli Slam restano un discorso a parte e lo stesso vale per Rublev, giustiziere di Rafa a Monte Carlo, mai oltre i quarti nei major. Aslan Karatsev, rivelazione di questo 2021, può confermarsi sul veloce ma sul rosso non è attrezzato per i miracoli.

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Thiem e Schwartzman in crisi nera

Se gli outsider partono due gradini sotto ci sono anche dei tennisti in crisi profonda. Dominic Thiem, caduto in un buco nero dopo il trionfo di New York, è alle prese con la peggior stagione sul rosso da un decennio a questa parte. Le cadute fragorose dell'austriaco, l'ultima con Norrie a Lione, fanno riflettere. Con le debite proporzioni anche Diego Schwartzman è in una situazione analoga: i fasti del 2020 sembrano un lontano ricordo. Daniil Medvedev, invece, detesta la terra rossa, da lui stesso definita una superficie "per cani". Le premesse per invertire la rotta non sono incoraggianti.

Dominic Thiem

Credit Foto Imago

Federer, la terra come tappa di transizione

Italiani a parte che, però, non ci sentiamo di inserire nella lista dei pretendenti al titolo, resta infine l'incognita Federer. L'obiettivo del campione dell'edizione 2009 è arrivare in forma a Wimbledon. La terra, nel suo caso, è una tappa di transizione e lui stesso non coltiva grandi speranze. Sarebbe importante per lo svizzero superare qualche turno e, nel frattempo, mettere partite nelle gambe (e nella testa) per tentare un'ultima grande impresa.

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