Non è ancora il tempo dei saluti per Roger Federer a Bois de Boulogne. In uno Chatrier ormai deserto, lo svizzero spegne l'ardore del tedesco Dominik Koepfer e può sorridere dopo 3 ore e 39 minuti di aspra battaglia, chiudendo i conti sul 7-6 6-7 7-6 7-5 al terzo turno del suo Roland Garros. Non certo la versione più scintillante del 20 venti campione Slam, che però trova colpi e orgoglio per avere la meglio sul suo avversario nei momenti decisivi del match e mettere tennis nel suo motore per il futuro prossimo. Agli ottavi di finale, che raggiunge per la 15esima volta in carriera al French Open, troverà Matteo Berrettini, chiudendo il cerchio degli accoppiamenti da sogno tra italiani e Big Three in un lunedì che si preannuncia storico.

La difesa di Koepfer è in rete, Federer esulta: il match point

Poco ritmo e fatica a centrare i colpi. Due macigni che hanno pesato non poco sul match di un Federer macchinoso, contratto e per larghi tratti impreciso. Ma l'altro lato della medaglia ci racconta di uno svizzero capace di soffrire e di mettere in campo tutto il cuore a disposizione nei momenti topici di una partita che a un certo punto aveva dato anche la sensazione di poter lasciar andare. Perchè vinto il primo set al tiebreak e strappato il servizio a Koepfer in avvio di secondo set, l'ex numero 1 del mondo vede complicarsi non poco un match che sembrava aver imboccato i binari desiderati. Il tedesco non sfigura e non molla certo la presa, mentre lui colleziona gratuiti in serie (63 a fine match, a fronte di 51 vincenti) e non può certo competere quando l'avversario lo fa muovere da una parte all'altra del campo. Il risultato? Koepfer si prende il secondo set e parte forte anche nel terzo parziale, trovando subito il break con un pallonetto fortunoso sul servizio dello svizzero.
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Eppure non è il tempo nè il giorno della resa per Federer, che al sesto match ufficiale dal ritorno in campo ha bisogno di testarsi anche sotto pressione. Il controbreak arriva (anche) grazie a un passaggio a vuoto di Koepfer, ma non risolve i dilemmi sulle riserve di energia dello svizzero quando si gioca già da quasi tre ore. Dubbi sulla sua classe, invece, non ce ne sono nè ce ne saranno mai e lo si vede al terzo tiebreak di fila. L'equilibrio regge fino al 4-4, poi Roger costringe il tedesco all'errore con una gran difesa e chiude il set con una palla corta magistrale. La partita è ancora sofferenza e battaglia, perchè Koepfer non ci sta a lasciarsi andare, anche se Federer sembra prendere le redini del match. E mentre il suo avversario si innervosisce, lui si galvanizza e dà l'ultima spallata al match: prima si difende ancora alla grande, poi entra tre volte di fila con decisione nello scambio - fatto non del tutto usuale nell'incontro - e costringe Koepfer a sbagliare. Break della staffa, Roger serve per il match e non trema. Senza lo smoking bianco delle grandi occasioni, ma Federer è ancora vivo.

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