Le lacrime e tutta l'incredulità possibile dipingono il volto di Barbora Krejcikova alle 17.08 di un sabato di giugno. La 25enne ceca ha appena chiuso il match contro la russa Anastasia Pavlyuchenkova per 6-1 2-6 6-4 dopo 1 ora e 58 minuti di incontro, diventando la nuova campionessa del Roland Garros. Un risultato straordinario, inatteso e ovviamente meritato, per lei che era appena alla sua quinta presenza in un singolare a livello Slam, dove in passato aveva fatto faville tra doppio e doppio misto. La sua terra promessa diventa quella rossa e nobile di Bois de Boulogne, seconda ceca a trionfare qui quarant'anni dopo Hana Mandlikova.

Krejcikova-Pavlyuchenkova in 4': la ceca vince il torneo

Nella finale delle prime volte, la trama del match ci racconta di due primi set analoghi ma a parti invertite. Numero 32 del mondo Pavlyuchenkova, 33 Krejcikova, con i favori del pronostico pendono dalla parte dell'esperienza russa. L'inevitabile tensione che coglie impreparata soprattutto la ceca è solo un'illusione. Perchè perso il servizio all'alba del match, Barbora si trasforma: Krejcikova varia molto, servendo all'avversaria una palla diversa dall'altra, danzando sul campo con invidiabile leggerezza e colpendo la pallina magnificamente. Di contro, Pavlyuchenkova va spesso fuori giri e non fa mai la differenza con il servizio, collezionando un orrendo 4 su 16 alla voce punti vinti con la prima. Il risultato è un 6-1 che senza l'emozione iniziale poteva essere un bagel di Krejcikova.
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Krejcikova prova il recupero a rete e finisce contro il tabellone

Troppo passiva Pavlyuchenkova per essere vera. Ma la russa trova la sveglia giusta salvando una palla break con lo schiaffo al volo a inizio secondo set. Un toccasana per lei, che comincia a spingere con coraggio ed entra finalmente dentro la finale. È qui che il set prende le sembianze del primo, ma a specchio. Mentre Pavlyuchenkova domina lo scambio, Krejcikova è meno reattiva e perde quell'aria da sfinge impassibile mostrata fino a quel punto, finendo a litigare con il suo angolo. Neanche un problema all'adduttore e il successivo medical timeout fermano Pavlyuchenkova, che pareggia i conti con un meraviglioso vincente di rovescio. Si va al terzo.

L'emozione di Krejcikova dopo il titolo: la dedica a Jana Novotna

Qui, inevitabilmente, sale ancor di più la tensione. Krejcikova torna a dispensare il tennis visto nel primo set, ma Pavlyuchenkova non molla: break e controbreak. Il gioco decisivo, dunque, diventa il settimo: la ceca è strepitosa in risposta, disegnando il campo con traiettorie imprendibili per l'avversaria. Un game di qualità eccelsa, che le vale il break a zero. Siamo al dunque. Krejcikova si procura i primi due match point in risposta grazie a un cross di rovescio che atterra sulla linea. Pavlyuchenkova si salva. La terza palla del titolo arriva sul servizio, ma è cancellata da un doppio fallo. La quarta è quella buona: la risposta della russa è lunga, Krejcikova fa la storia. Il trofeo le arriva dalle mani di una certa Martina Navratilova, mentre la dedica inevitabile è per la compianta Jana Novotna, campionessa a Wimbledon e sua ex allenatrice. Krejcikova si commuove. Da lunedì salirà al numero 15 del ranking.

Krejcikova alza il trofeo: è lei la nuova campionessa

Problema all'adduttore per Pavlyuchenkova: medical timeout

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