La dura legge di Rafael Nadal al Roland Garros si palesa un'altra volta dinanzi agli occhi di Jannik Sinner. Nel secondo confronto diretto tra i due sulla terra più prestigiosa del mondo, finisce come ad ottobre: tre set a zero per lo spagnolo (7-5 6-3 6-0) in 2 ore e 17 minuti di gioco. In progressione la recita del 13 volte campione a Parigi, come in calando è stata la prova dell'azzurro, forse frastornato dalle occasioni mancate nel primo parziale e di certo dalle bordate arrotate dell'avversario. Rafa applaude l'altoatesino all'uscita dal campo e si prepara al suo 15esimo quarto di finale a Bois de Boulogne: sfiderà l'argentino Diego Schwartzman.

Sinner-Nadal in 3': La legge di Rafa colpisce ancora

Partiamo da una fastidiosa analogia col precedente a Parigi: come nel 2020, anche stavolta Sinner serve per il primo set. E come nel 2020, trema sul più bello. Non significa tutto nell'andamento complessivo del match, ma è qui che Nadal prende in mano le redini di una sfida cominciata bene e proseguita con incertezze davvero insolite da parte sua, soprattutto a queste latitudini. Gratuiti, doppi falli sanguinosi e una strana tensione nei confronti di una avversario che sa di non poter sottovalutare. Dubbi che assalgono improvvisamente lo stesso Sinner in quel decimo gioco del primo parziale: a Nadal basta rispondere in campo, alzando la soglia d'attenzione e senza fare sfracelli, per riprendersi il break e tenere aperto il set. È il primo di sei giochi consecutivi per lui.
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Sinner da favola: il rovescio in corsa vale il break

Perchè Sinner non ha neanche il tempo di ragionare che si ritrova sotto 7-5 4-0. Rafa torna irresistibile, Jannik fatica ad entrare nello scambio. Certo, anche Nadal deve rifiatare e quel momento coincide con l'ultimo moto d'orgoglio di Sinner. L'azzurro recupera entrambi i break, il secondo chiudendo il punto con un prodigioso recupero sottorete che entrerà di diritto negli highlights di questa partita. Ma è anche il canto del cigno. Nadal colpisce magistralmente e disegna le righe con continuità, mentre Jannik scuote la testa all'ennesimo scambio di forza vinto dallo spagnolo. Altri otto game di fila e l'epilogo è cosa fatta. Vince Nadal, esce scuro in volto Sinner. Forse il confronto più impari dei tre con il maiorchino, quello in cui il suo talento si è visto più a sprazzi (appena 11 vincenti, contro 40 gratuiti). Dopo la sua uscita e quella di Lorenzo Musetti contro Novak Djokovic, nello storico duello tra la nostra next-gen e i Signori del tennis, a Parigi rimane ancora in corsa Matteo Berrettini.

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