In giornate come questa, Jelena Ostapenko fu in grado di vincere un Roland Garros. Figuriamoci un primo turno contro una debuttante. E’ proprio per questa ragione che l’esordio di Lucia Bronzetti nel main draw del Roland Garros è però un altro attestato della crescita della tennista romagnola. Ostapenko passa per 6-1 6-4, ma per come è rimasta in campo – e soprattutto come stava giocando l’ex campionessa di questo torneo – quella di Lucia Bronzetti è una promozione a pieni voti.

Bronzetti si ferma davanti al muro Ostapenko: gli highlights in 3'

Per 37 minuti, infatti, è stato sostanzialmente impossibile avere a che fare con la Ostapenko, scesa in campo in modalità “a tutta”. Ma per davvero a tutta. Dritti e rovesci. Ma soprattutto risposte. Sono piovute bordate da tutti i lati e in ogni situazione, per un match che viste le dinamiche sarebbe stato di difficile gestione per qualsiasi giocatrice, figuriamoci per una debuttante come Bronzetti. Un approccio non scontato, per altro, quello di Ostapenko. Sì perché la lettone aveva certamente dominato la prima parte di stagione – 14 partite su 18 vinte dall’Australian Open al torneo di Doha – ma si era anche bloccata a causa di qualche fastidio al polso da Indian Wells in poi, con 5 sconfitte consecutive al primo turno. Sconfitte evidentemente messe in soffitta per la Ostapenko, così come i dolori al polso, perché nel suo primo giro parigino la lettone ha “picchiato” come un’ossessa per tutta la partita.
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20/05/2022 ALLE 10:35

Bronzetti: "Da Barty a Ostapenko, sconfitte che mi fanno crescere"

Il merito di Bronzetti, letteralmente impossibilitata a giocare il proprio match, si è palesato così nello spirito mostrato e nella dedizione alla partita. Anziché arrendersi a ciò che si presentava come la netta superiorità dell’avversaria, l’azzurra ha provato a rimanere lì aspettando momenti migliori, attendendo che la tempesta passasse. E quando questo è accaduto – dal 6-1, 3-0, 30-0 a favore di Ostapenko – ha iniziato un match più equilibrato e meno scontato. Una seconda fase di partita dove l’italiana ha recuperato uno dei due break di svantaggio ed è arrivata anche ad avere palla del 3-3; ma che nonostante tutto, Ostapenko, è riuscita a gestire con una buona dose di freddezza; caratteristica non sempre vista lungo l'arco della sua carriera. Insomma, Bronzetti, anche in una giornata di grazia dell'avversaria - 38 il numero dei colpi vincenti della lettone alla fine del match - è riuscita a mettere su "una partita". Un concetto tutt'altro che scontato vista la giornata e vista l'esperienza a quello livello, con l'azzurro che era solo al terzo match della carriera nel tabellone principale di uno slam. Insomma, per atteggiamento in campo, mentalità e attenzione, oltre che tennis, Bronzetti ha messo in mostra una serie di caratteristiche che non possono far pensare ad altro che a una ragazza "sulla strada giusta". I numeri lo confermano. Bene così, allora. E alla prossima. Sperando di trovare, magari, una versione meno ingestibile dell'odierna Ostapenko (per la lettone ora Doi o Cornet).

Jasmine Paolini cede al super tie-break

Interrotta ieri sera per pioggia dopo due set, la partita finale di Jasmine Paolini ha vissuto anche oggi di ribaltoni, con netti parziali a suo favore e della romena Irina Begu sua avversaria. Da 0-3 fino ad arrivare a due punti dal match su 5-3 30/15, Jasmine s'arrende al primo storico super tie-break giocato nel tabellone femminile del Roland Garros. Passa la Begu 4-6 6-1 7-6 (5) e che peccato, perché Jasmine Paolini ha tutt'altro che sfigurato.
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