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Tango argentino a Parigi
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Pubblicato 05/06/2004 alle 09:35 GMT+2
[05/06/04] - Al Roland Garros è il tango argentino a farla da padrone. In finale si affrontano Gaston Gaudio e Guillermo Coria, protagonisti sulla terra battuta, e l’Argentina segna così il sorpasso sulla Spagna
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[05/06/04] - Al Roland Garros è il tango argentino a farla da padrone. In finale si affrontano Gaston Gaudio e Guillermo Coria, protagonisti sulla terra battuta, e l’Argentina segna così il sorpasso sulla Spagna
Gaston Gaudio contro Guillermo Coria per succedere a Guillermo Vilas. Gaudio ha il rovescio del padre del tennis argentino, giocato a specchio, con la destra, non con la sinistra. Coria ha il nome di battesimo che ne fa un predestinato, nei sogni del padre allora, agli occhi di tutti oggi. La prima finale dello Slam tutta argentina della storia, a Roland Garros, sarà giocata da due prodotti di una scuola fatta dall’iniziativa privata e dalla voglia di emergere, non da una federazione troppo povera e pigra per essere presente.
Due giocatori simbolo di un movimento che si è rifatto una salute negli ultimi cinque anni continuando a sognare di ripetere le gesta di Vilas. Coria e Gaudio si conoscono, hanno un buon rapporto, come tutti gli argentini, ma non sono grandi amici. Gaudio è più grande di età e di statura, Coria in tutto il resto. Gaudio ha faticato per anni prima di mettere insieme i pezzi del suo talento e tenerli incollati con pensieri adatti. Si è fatto aiutare da uno psicologo e ha trovato un equilibrio in campo e nella sua vita privata. Coria di testa è forte di suo, ha superato una squalifica per doping che riteneva ingiusta e ha immediatamente ripreso la corsa verso il successo.
Guillermo è il più forte giocatore del mondo sulla terra battuta, l’anno scorso ha perso in semifinale a Parigi da Verkerk per distrazione. Corre come nessun altro, si appoggia a meraviglia al gioco del suo avversario e ha sensibilità e colpo d’occhio fuori dalla norma. Gaston è più terraiolo, la sua palla pesa di più, i suoi gesti sono naturalmente adatti a farle sfruttare i vantaggi del mattone tritato. Fatti i conti, Coria è più forte, Gaudio dovrà superarsi per batterlo, dovrà giocare la partita della vita nel giorno più importante della sua carriera. Il problema è il suo avversario, che dopo la vittoria con Henman in semifinale ha messo in chiaro il suo stato d’animo prima del match decisivo: “una finale non si perde” ha detto, mentre Gaston Gaudio piangeva felice di aver raggiunto l’atto conclusivo al Roland Garros.
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