Iga Swiatek. Ancora lei. 21 anni a fine maggio, la polacca si conferma attuale dominatrice del circuito WTA bissando il titolo conquistato lo scorso anno agli Internazionali d’Italia. Nella passata edizione aveva umiliato Karolina Pliskova nell’ultimo atto. Oggi, contro Ons Jabeur, campionessa in carica a Madrid e attuale n°2 della Race, la polacca ha concesso le briciole: 6-2 6-2.
Una partita di grandissimo spessore della Swiatek, che ha spiegato sul campo perché non perda ormai da 28 uscite consecutive, quarta miglior striscia dall’anno 2000 a oggi. La Swaitek gioca infatti un tennis brillante, solido, è atleticamente in una condizione strepitosa ma soprattutto da sempre la sensazione di esserci con la testa. Vera discriminante che negli ultimi anni, assai più del tanto discusso talento, era mancata alla racchetta femminile. Iga Swiatek dà sempre la sensazione di avere fame e non staccare mai la spina dalla partita. Così è stato anche oggi, quando dopo il dominio che l’aveva vista rapidamente scappare sul 6-2, 4-0, si è trovata a dover gestire una partita. Una partita vera.
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Spalle al muro infatti la Jabeur ha iniziato a girarsi con più costanza sul dritto, a prendersi maggiori rischi e a tentare il tutto per tutto. Un atteggiamento tattico che ha cambiato la partita, ha consentito alla tunisina di recuperare un break di svantaggio e che ha portato a un game – il settimo del secondo set – che avrebbe potuto restituire un finale diverso, se non altro dal punto di vista della dimensione del punteggio. Sotto 0-40 però, Iga Swiatek, contro la miglior Jabeur della finale, ha trovato il modo di rendere vane le 4 palle break complessive avute dall’avversaria, sparando vincenti, trovando recuperi straordinari e non mollando una singola corsa. Un atteggiamento che ne conferma valore tennistico, brillantezza fisica e capacità mentali. Salvato quel game, infatti, l’avversaria Jabeur ha alzato bandiera bianca, per il 6-2 6-2 finale che l’ha confermata campionessa a Roma.
Iga Swiatek centra così il settimo successo in carriera su 8 finali giocate, porta via il 5° WTA 1000 della carriera, allunga la striscia di vittorie consecutive a 28 partite e lancia nuovamente un segnale chiarissimo a tutte le avversarie: è lei la più forte, è senza dubbio lei la donna da battere a Parigi. Non sarà facile. Considerando come la polacca ha imparato a gestire la pressione, infatti, anche l’avversaria più tosta – se stessa – non sembra fare più paura come una volta. In bocca al lupo alle altre.

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