E’ stata una stagione particolare per il mondo dello sport, e il tennis non fa ovviamente eccezione. Al di là dei 3 slam, di cui due disputati giusto per salvare il salvabile, si è giocato poco ed a un livello che è anche di difficile comprensione globale, considerando appunto anche le assenze di alcune componenti fondamentali: dalla pressione del pubblico alla costanza del rendimento, dalla presenza costante e complessiva di tutti i migliori e così via dicendo. In questo particolare 2020 però la racchetta azzurra, soprattutto a livello maschile, è stata una delle notizie più liete.
Si era spesso giocato e ironizzato in passato sulla definizione “il tennis italiano è in salute”, ma se non sono gli indicatori di giocatori presenti in Top100 un affidabile termometro, allora cosa? Questa mattina dalle pagine della Gazzetta dello Sport si sottolineava ad esempio come con otto giocatori nelle prime 100 posizioni del mondo a livello ATP, l’Italia fosse dietro soltanto a Francia (11), Spagna (10) e Stati Uniti (9), da sempre 3 nazioni cardine nella geografia del tennis. Insieme a questo dato però, corretto e di comprensibile soddisfazione per il movimento maschile, ce n’è un altro forse ancor più interessante: l’attuale classifica dei teenager.
Con la disciplina mutata nel corso del tempo, fattasi più fisica e decisamente meno incline a quegli exploit dei ‘teen’ che fino agli anni ’80 erano considerati decisamente più consueti, è oggi assai più rumoroso l’arrivo in alto di chi ancora non ha compiuto vent’anni; e per questa ragione un po’ più attendibile rispetto al passato. Ed è proprio qui che l’Italia del tennis può decisamente dirsi ottimista.
ATP Finals
Medvedev vince, ma Sinner reagisce: il russo chiude imbattuto
18/11/2021 A 19:15
Ad oggi infatti solo 3 teenager sono presenti tra i primi 150 tennisti del mondo: 2 di questi sono italiani.
Jannik Sinner (46) e Lorenzo Musetti (123), rispettivamente classe 2001 e 2002, sono insieme allo spagnolo Carlos Alcaraz Garfia (classe 2003) – gli unici rappresentanti del mondo teen dentro il tennis dei grandi.
Negli ultimi anni questa statistica è stata quasi sempre una garanzia di trovare giocatori di livello: da Rublev prima a Shapovalov poi, con Auger-Aliassime in ultimo rappresentate, i teenager capaci di entrare nelle prime 150 posizioni del mondo nell’epoca recentissima si sono confermati poi come giocatori affidabili e capaci di costruirsi un inizio di carriera piuttosto consistente.
https://i.eurosport.com/2020/10/20/2918633.png

Sinner, più che un 'se' è solo un 'quando'

Il più forte di tutti è senza dubbio Sinner: e basta guardarlo in campo, oltre che leggere il numerino in classifica ATP. Dell’altoatesino si è già raccontato praticamente tutto nonostante la giovanissima età. L’impennata precoce è stata frutto di risultati costanti più che di singoli exploit, e la “laurea” ricevuta nell’ultimo Roland Garros attestandosi per il dominatore Nadal come minaccia più concreta al 13° trono della carriera, è probabilmente la miglior indicazione possibile per descriverne la reale portata delle ambizioni.
Già un anno fa Sinner aveva rotto i record di precocità diventando a 18 anni il più giovane italiano di sempre in Top100, eguagliando il percorso in termine di paragone di leggende come Federer o Djokovic (non Nadal, che la Top100 la ruppe nell’aprile del 2003 a 16 anni e nove mesi) e dimostrare poi, seppur nel corso di questo sgangherato anno (che per altro non ha giocato a favore di Sinnner) in tutto il proprio valore. Insomma, per Sinner non vale neanche la pena di spendere ulteriori parole: non è più una questione di ‘se’ ma solo di ‘quando’. Un ‘quando’ arriverà il primo grande exploit. L’unica discriminante che ne può intralciare la strada è qualcosa di non controllabile e chiaramente non augurabile: ovvero eventuali guai fisici.

Piatti: "Sinner n°1 al mondo? Decisivi i prossimi due anni"

Musetti, che chiusura di anno

Fa in qualche modo ‘più notizia’ invece il percorso di Lorenzo Musetti, che dagli schermi di Eurosport il grande pubblico aveva visto nascere con il trionfo all’Australian Open Junior del 2019. ‘Più notizia’ in quanto non è mai scontato che chi sappia fare bene da giovane sappia poi anche attestarsi ad alti livelli subito anche tra i grandi – da questo punto di vista leggasi il capitolo Quinzi. Musetti sta invece confermando le sue doti di giocatore estroso anche tra i grandi, con il cammino che dalla ripresa in poi lo ha visto capace di grandissimi risultati. La qualificazione agli Internazionali d’Italia e i successivi e clamorosi scalpi a Wawrinka e Nishikori; la prima vittoria al Challenger di Forlì, la semifinale all’ATP 250 in Sardegna di settimana scorsa.
Questi risultati sono valsi la scalata fin dentro la Top150 e fanno appunto dello spezino il secondo miglior teenager al mondo in questo momento dopo Jannik Sinner. Quello di Musetti in prospettiva è un tennis potenzialmente più divertente rispetto a quello di Sinner, ma anche per questa ragione meno sicuro e certamente al momento meno solido di quello dell’altoatesino, non a caso già pronto per battaglie vere contro i grandissimi di questo sport. Dalla sua però Musetti ha appunto un’estrosità che si sta confermando efficace anche tra i “grandi”, ed è forse questa la notizia migliore se si vuole guardare sul lungo periodo.

Lorenzo Musetti agli Internazionali d'Italia

Credit Foto Getty Images

C’è anche Zeppieri: 3 nei primi 10

Ad ampliare la classifica con la Top10 dei teenager troviamo al nono posto anche Giulio Zeppieri, il cui percorso di crescita pare però un po’ più lungo rispetto ai due colleghi sopracitati. Zeppieri è infatti sì tra i primi 10 teenager al mondo, ma attualmente alla posizione n°317 a livello ATP. Un contesto, questo, di differente interpretazione. In primis perché negli ultimi mesi in Europa si è riusciti ad organizzare qualcosa di più rispetto al resto del mondo; e in secundis perché proprio in Italia si sono giocati tornei importanti in cui Zeppieri è riuscito a prendere parte.
Dalla wildcard per le qualificazioni di Roma ai Challenger di Parma e Forlì fino alla wildcard in Sardegna di settimana scorsa; tutti appuntamenti che gli hanno permesso di esprimersi a un livello più alto di quanto non abbiano potuto fare i suoi pari età e pari classifica in giro per il mondo... E di portare via qualche punticino che nelle retrovie del tennis fa tanta differenza. Insomma, lì sotto l’analisi del contesto diventa fondamentale per capire che con Zeppieri urge un filo in più di prudenza e di pazienza; consapevoli però delle qualità tennistiche che comunque ci sono e avevamo già intravisto proprio a livello juniores nei tornei dello slam.

Musetti e Zeppieri show: semifinale tutta italiana tra gli junior, e sono in finale anche nel doppio

Credit Foto Getty Images

Prudenza e pazienza... Ma la speranza è concreta

Nel dipingere un quadro sostanzialmente molto positivo, cosa significhino questi buoni risultati sarà solo il tempo a stabilirlo. Resta questa la vera regola aurea di questa disciplina, che andrebbe sempre unita alla presa di coscienza che avere i primi due teenager al mondo non significa aver trovato i nuovi Federer e Nadal.
Sebbene il discorso su come il cambio dei tempi resti validissimo e ne faccia un indicatore recente piuttosto affidabile in termini di ‘garanzie sul valore del tennista’, se così possiamo definirle, urge ricordare come non sia automatico aver trovato un assoluto campionissimo. Si possono pescare tantissimi esempi, ma senza andare troppo lontano a livello geografico si può ad esempio citare Diego Nargiso. Campione di uno slam a livello juniores (Wimbledon), Nargiso è tutt’ora con i suoi 17 anni e 9 mesi il più giovane italiano ad aver disputato una partita a livello slam; e prima dell’arrivo di Sinner era stato anche il più giovane azzurro in Top100 (raggiunta a 18 anni e 5 mesi). Nonostante questi grandi risultati Nargiso però non riuscì poi ad andare al di là della posizione n°67 a livello ATP, attestandosi come buonissimo giocatore ma senza portare via titoli di spessore e levandosi più che altro le migliori soddisfazioni come doppista in Coppa Davis.
Insomma, al di là delle classifiche, la discriminante sarà come sempre nei titoli e nella percezione del grande pubblico. Che in Italia, questa volta, aspetta e spera un po’ più fiducioso di prima.

Vinci: "Non si poteva chiedere a Sinner di battere subito Nadal"

ATP Finals
Sinner sfida Medvedev a Torino, quando e dove vederla
17/11/2021 A 10:12
ATP Finals
Sinner demolisce Hurkacz a Torino: tutto il meglio in 4 minuti
17/11/2021 A 06:36