Un anno da incorniciare per Dominic Thiem che ha vinto il suo primo Slam agli US Open 2020 e ha ricevuto la nomination per la categoria Rivelazione dell’anno per la 22ª edizione dei Laureus Awards (rassegna in cui è presente anche la nostra Federica Brignone per il premio Miglior atleta dell’anno). Nella rosa dei candidati, assieme al 27enne austriaco, anche lo sloveno Tadej Pogacar, 21 anni, il più giovane ciclista del secolo a vincere il Tour de France e la tennista polacca Iga Swiatek, 19 anni, vincitore degli Open di Francia, Ansu Fati del Barcellona e Joan Mir, campione della MotoGp 2020. Thiem si è raccontato a 360° alla vigilia della premiazione che si terrà a maggio da remoto.

Sulla finale degli US Open

“E’ stato il primo torneo senza pubblico, il primo con una bolla. All’inizio ho dovuto abituarmi, poi ho giocato sempre meglio fino alla quarta finale Slam in carriera. Volevo il titolo con tutto me stesso. Durante i primi due set ero molto teso, poi l’inerzia è girata. E’ stata la prima volta da, non so, 60 anni o qualcosa del genere che qualcuno ha rimontato da due set di svantaggio. In quella serata sono successe tante cose speciali”.
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Sugli obiettivi per il 2021

“Ad essere onesti l'obiettivo principale è il Roland Garros. E' di gran lunga il torneo con i migliori risultati in carriera per me. Se qualcuno vuole vincere probabilmente dovrà eliminare Nadal. Quello che ha fatto a Parigi è probabilmente uno delle più grandi imprese nella storia dello sport e immagino che non abbia ancora finito. L’anno scorso a 34 anni ha giocato uno dei migliori tornei di sempre, quindi è sicuramente l’avversario da battere. Farlo sul Philippe Chatrier sarebbe un sogno".

Sugli inizi della carriera

"Entrambi i miei genitori erano allenatori di tennis, quindi mi portavano sempre con loro sui campi. Ho iniziato a giocare quando avevo cinque o sei anni. Da quel momento in poi ho giocato quasi tutti i giorni".

Dominic Thiem - Laureus Awards 2021

Credit Foto Other Agency

Sulla passione per il Chelsea

“Quando avevo 11 o 12 anni, ho iniziato ad interessarmi al calcio. In una vacanza sulla neve in Austria ho acceso la TV e c'erano i quarti di finale di Champions League, Chelsea contro Arsenal: quel giorno hanno giocato davvero bene e c'erano grandi giocatori come John Terry e Frank Lampard e me ne sono innamorato subito. Quindi dal 2004 sono un grande tifoso. In tv guardo tutte le partite".

Sull'esonero di Frank Lampard

“Sono molto dispiaciuto perché era la prima maglia che ho ricevuto dal Chelsea ed è sempre stato il mio giocatore preferito. Ho 50 maglie con il suo nome. Ero così felice quando è diventato allenatore, ma probabilmente è stata la cosa giusta ed è ancora così giovane, spero che possa crescere come allenatore e poi forse tra cinque o dieci anni potrà tornare e avere un grande successo".

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