Hubert Hurkacz sta vivendo il miglior momento della sua ancor giovane carriera. Il 24enne polacco ha fatto il salto di qualità nel 2021, conquistando tre tornei (tra cui il Masters 1000 di Miami in finale contro Jannik Sinner) e costruendosi una classifica che in nome della continuità lo sta portando verso le prime ATP Finals della carriera. Un altro prestigioso traguardo, però, l'ha già raggiunto al terzo turno del torneo di Indian Wells, in corso in California: battendo Frances Tiafoe, il nativo di Breslavia si assicurato l'ingresso nella top 10 del ranking mondiale. Un risultato eccezionale per lui, ma storico soprattutto per altri motivi. Il suo approdo nel gotha della racchetta estromette Roger Federer dai primi dieci giocatori del mondo e con buone probabilità per l'ultima volta.

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È curioso che sia ancora Hurkacz a legarsi al crepuscolo della carriera dello svizzero. Era già capitato all'ultimo Wimbledon, dove il polacco aveva messo fine alla corsa di King Roger battendolo ai quarti di finale, con un eloquente 6-0 nel set decisivo. Non gliene vorrà il 20 campione Slam, come probabilmente sarà toccato marginalmente lunedì, quando vedrà un numero dall'11 in su accanto al suo nome nella classifica mondiale. Lo svizzero è lontano dal circuito proprio dai Championships e la sua priorità è recuperare dall'infortunio e dalla conseguente operazione al ginocchio destro, provando a tornare competitivo nel 2022. Federer è stato dato per morto tante volte, troppe. Come prima del 2017, l'anno della Resurrezione che l'ha portato a vincere altri due Australian Open e un Wimbledon, valicando nuovamente i confini della sua immortalità tennistica. Nemmeno troppo tempo fa, a dire il vero, eppure sembra trascorsa una vita e compiuti i 40 anni ad agosto la china che deve risalire per giocarsela con gente di vent'anni più giovane è più ripida che mai.
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Fuori dai 10, forse per sempre e dopo un record quasi millenario. Quella in corso è la settimana numero 968 per Federer nella top 10. Ci entrò per la prima volta il 20 maggio 2002, dopo il successo nel torneo di Amburgo. Era il numero 8: davanti a lui c'erano Lleyton Hewitt, Marat Safin, Tommy Haas, Andre Agassi, Yevgeny Kafelnikov, Tim Henman, Gustavo Kuerten; dietro Thomas Johansson e Sebastien Grosjean. Roger fece dentro/fuori dal quel gruppo in quell'estate, prima di entrarci definitivamente il 14 ottobre. L'inizio di un'epopea di 734 settimane consecutive in top 10, che terminò 17 Slam dopo il 6 novembre 2016. Solo Jimmy Connors (789 settimane tra il 1973 e il 1988) ebbe una striscia più lunga. Roger vi rientrò all'indomani del trionfo agli Australian Open 2017, per restarci fino a lunedì prossimo. I suoi due rivali storici inseguono il suo record, ma sono ancora ben distanti. Rafael Nadal è secondo nella speciale classifica, a quota 838 settimane. Occhio anche lui, perchè nel 2021 non scenderà più in campo e perderà punti preziosi. Novak Djokovic, anche lui fermo ma attualmente saldo al numero 1, si trova a 702 settimane. Tradotto: per raggiungere Federer deve restare tra i primi dieci altri cinque anni.

Settimane in top 10*

*al 15 ottobre 2021
R. FEDERER (SUI)968
R. NADAL (ESP)838
J. CONNORS (USA)817
A. AGASSI (USA)747
N. DJOKOVIC (SRB)703
I. LENDL (USA)671
P. SAMPRAS (USA)586
B. BECKER (GER)576
J. MCENROE (USA)540
S. EDBERG (SWE)497
Va detto che il record di Federer è stato ingigantito dal ranking congelato deciso in sede di pandemia globale da Covid-19. In una situazione normale, al momento sarebbe già numero 71 del mondo. Questo significa che per tornare là in alto avrebbe bisogno di un 2022 ricco di risultati importanti, ma soprattutto una continuità di rendimento per larghi segmenti di stagione che a questo punto sembra fuori portata. E come detto, è probabile che per lui non sia un'ossessione. Presupponendo un ritorno in campo a buoni livelli - comunque non scontato - l'obiettivo dev'essere quello di concentrarsi su pochi (anche pochissimi) tornei, ma provando a fare più strada possibile. Sarebbe già favoloso per lui e per noi, che da oltre 20 anni ne ammiriamo le gesta.

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