Spezzare un rituale come quello della stretta di mano a rete, nel tennis è sempre un sacrilegio. Purtroppo è successo al Challenger di Orleans tra il Igor Andreev ( #247 del mondo) e Corentin Moutet (#64). Il bulgaro ha vinto in tre set e poi al momento fairplay a fine incontro è proprio il vincitore a sferrare la prima spallata. Il francese ha risposto e gli animi si sono scaldati alla velocità della luce fino all’intervento del giudice di sedia, che ha provato a sedare lo scontro.
Come spesso accade, la polemica è continuata sui social con Moutet che ha rincarato la dose: “Non mi scuso per quello che è successo alla fine match. Quando un avversario per due volte ti dice “Vaf*****lo” guardandoti negli occhi io non posso far finta di niente e non posso non fargli capire che questo è sbagliato. A fine partita avete applaudito. Per voi ci sono cose accettabili, per me no”.
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Poi ha continuato, provando a spiegare il perché della sua reazione: “È stato lui mi a minacciarmi e mi ha chiesto di aspettarlo all'uscita del campo. Cosa che ho fatto per dieci minuti, ma quando si è presentato era con sei persone della sicurezza che lo proteggevano. Ti sei nascosto. Io ho sentito bene le tue minacce. Attendo pazientemente e spero di avere la possibilità di fare due chiacchiere con te, con calma”.
Insomma, la vicenda non si è chiusa qua. Ma questo non fa parte del tennis, non fa parte dello sport.

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