Djokovic, gestione perfetta e quarti: battuto Sousa, ora Federer o Millman

Il serbo, nonostante qualche patimento per il caldo, liquida il portoghese per 6-3 6-4 6-3. Il vincitore di Wimbledon dosa con lucidità le energie e attende il vincente tra lo svizzero e l'australiano, impegnati nella notte italiana.

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Djokovic b. Sousa 6-3 6-4 6-3

Novak Djokovic non apprezza la sessione diurna e l’avevamo già intuito all’esordio con Fucsovics. Se l’ungherese era riuscito a strappargli un set, il malcapitato Joao Sousa non arriva oltre il quarto game confermando la tradizione a senso unico con il serbo. È il caldo, ancora una volta, il vero avversario di Nole, disidratato e costretto a entrare negli spogliatoi all’inizio del terzo parziale.
La mera cronaca lascia, invece, il tempo che trova con il vincitore di Wimbledon in versione chirurgo. Il giocatore in grado di dosare le energie e di spingere sistematicamente quando necessario, con tempismo e precisione invidibiali, è tornato: due break nel primo set (il secondo concesso da un Sousa disattento), il guizzo nel decimo game del secondo parziale e l’allungo definitivo nell’ottavo del terzo. Senza esagerare, illudendo l'avversario di potersela giocare e decidendo come e quando colpire, il ragazzo di Belgrado impone la sua ricetta classica. Troppa differenza tra mister 13 Slam e il 68 del mondo, troppo ghiotta l’occasione di approdare ai quarti di finale: il Djoker ha fatto il suo dovere, ora manca Federer, impegnato con Millman nella notte italiana, per completare un quarto di finale da cuori forti.

Nishikori b. Kohlschreiber 6-3 6-2 7-5

Il primo tennista a conquistare i quarti è Kei Nishikori che schianta Philipp Kohlschreiber per 6-3, 6-2, 7-5. È la terza volta che il giapponese si piazza tra i migliori otto dello Slam americano, la nona a livello major. Se, però, lontano dalla Grande Mela non è mai andato oltre, a Flushing Meadows vanta una semifinale nel 2016 e una finale nel 2014. Quattro anni fa fu Cilic a privarlo di un trionfo insperato, chissà che la vendetta (ammesso che il croato superi Goffin) non possa materializzarsi. La superficie, non troppo lenta come la terra ma nemmeno troppo veloce per essere cemento, si addice a Nishikori che, se sta bene fisicamente, può dare fastidio a tutti.
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