Avvincente, drammatica, per certi versi incredibile. La finale degli US Open 2020 non passerà alla storia per la sua bellezza, ma emozioni e colpi di scena non sono davvero mancati. Dominic Thiem rivive i suoi peggiori incubi, le tre finali Slam perse e finisce all'inferno per poi ritrovare la strada maestra e il paradiso. Meriti e demeriti vanno divisi equamente con Alexander Zverev, il cui torneo non è stato esaltante ma l'attitudine e la voglia di giocare le finali ammirevoli: d'altronde, parliamo di un giocatore che alla prima finale in un Masters 1000 (Roma 2017) fece centro e lo stesso un anno dopo alle ATP Finals, sempre contro Djokovic.

Zverev, il dritto anomalo è bellissimo: primo set dominato

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Sascha Zverev ci va vicino entrando in campo con la testa giusta, al contrario di Thiem, schiacciato dalla tensione. Tutti i discorsi tattici della vigilia, dal back di Thiem - possibile problema per Zverev a causa delle sue aperture molto ampie e per le lunghe leve - all'incertezza sul dritto del tedesco vanno a farsi benedire in un amen. In campo, infatti, scende il miglior Zverev, che sente i colpi e vince i primi due parziali sicuro e centrato. L'austriaco mette pochissime prime di servizio in campo e paga il peso del nuovo ruolo di favorito. Spaventato, macchinoso e lento in uscita dal servizio, anche in risposta la testa di serie numero 2 è sorprendentemente inferiore.

Il miglior Zverev! Fuori dal campo, disegna un dritto pazzesco

Dall'1-5 Thiem risale fino al 4-5 nel secondo parziale e lo sforzo non vale il set, ma la sensazione di poter entrare finalmente in partita. Potrebbe essere tardi con Zverev che si ritrova sul 2-1 e servizio nel terzo, ma a questo punto è il tedesco a dare una mano a un avversario quasi fuori dai giochi. Il contro-break è immediato e nel decimo game l'austriaco dimezza lo svantaggio per un nuovo capitolo dopo due ore e nove minuti.

Difesa e schiaffo al volo da fondocampo: super Thiem, suo il 3° set

Zverev perde progressivamente fiducia e il suo servizio ne risente mentre Thiem perde due soli punti in battuta nel quarto parziale, vinto 6-3. Il quinto set si apre con un break dell'austriaco e un contro-break immediato del tedesco: lo psicodramma è ormai conseguenza naturale e sul 5-3 Zverev serve per il titolo. Thiem non si arrende e ribalta di nuovo tutto, portandosi sul 6-5 e servendo lui per l'ambito trofeo.

Thiem è ovunque! Suo il punto più bello del match

Non basta ancora, Zverev si arrampica fino al tie-break, degno epilogo di questa finale: Thiem si trascina e zoppica in preda ai crampi, il tedesco sale 2-0 ma lo rimette in gioco con i suoi passaggi a vuoto e sul 6-4 la fine sembra scritta. C'è tempo, invece, per il 6-6, ultimo spettro scacciato dall'austriaco per il 2-6 4-6 6-4 6-3 7-6(6) della sentenza in quattro ore e un minuto.

Thiem, il passante in corsa è leggendario: Zverev annichilito

Dominic Thiem è il primo austriaco a vincere gli US Open nella storia del tennis: un successo atteso dai suoi connazionali dai tempi di Thomas Muster al Roland Garros 1995. Era dal 1949 che il vincitore del torneo, Pancho Gonzales, non ribaltava uno svantaggio di due set a zero in finale a New York. Negli Slam non succedeva dal 2004, da Gaudio vittorioso su Coria a Parigi. Forse nemmeno Thiem se l'immaginava così il suo primo major, mentre Zverev, in lacrime per il papà nel discorso post partita e più giovane di quattro anni, avrà di sicuro altre occasioni.

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