Non fatevi ingannare dal punteggio. Dominic Theim batte Daniil Medvedev in 3 set – 6-2 7-6 7-6 – e vola per la prima volta in finale dello US Open. Per raggiungere l’importante traguardo, però, l’austriaco, ha dovuto sudare più di quanto dica il punteggio. Anzitutto è il timing a venirci in aiuto: 3 ore di partita. Ma poi, necessario per la comprensione reale del match, è lo ‘sbobinamento’ della partita. Già, perché dopo un avvio a razzo di Thiem e decisamente poco convincente di Medvedev, il russo è entrato in battaglia. Il problema, per Medvedev, questa sera, è stato però chiudere nei momenti chiave. E ce ne sono stati parecchi. Il secondo set, quando preso un break di vantaggio nel primo game Medvedev è arrivato fino al turno di servizio sul 5-4; il terzo set, quando con identica trama il russo è prima salito 5-2 e poi ha avuto un set point sul 5-4. Non è basato, in entrambi i casi, per vincere la sua battaglia.

Una lotta dal fondo che Thiem ha condotto meglio e in maniera più solida. Perché al di là delle occasioni non sfruttate da Medvedev, l’austriaco ha giocato meglio. Più pesante e più incisiva la palla di Thiem, con l’avversario a tratti in tale difficoltà da chiamarsi fuori dagli scambi con soluzioni inconsuete per il proprio gioco. Si è visto un Medvedev cercare tantissimo la rete – come il tie-break del secondo set, dove anche in quel caso il russo non è riuscito a sfruttare un set point – così come l’uscita dalla battaglia dal fondo con qualche palla corta, non sempre uscita a dovere. Insomma, Thiem ha imposto la stessa legge che già aveva dettato a de Minaur ai quarti ed Auger-Alissime agli ottavi. Non si pensava però potesse essere così efficace anche contro un avversario come Medvedev.

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Una versione, quella del russo, sicuramente meno convincente di quella che la scorsa estate andò a tanto così da beffare Nadal in una finale epica (quasi rimontata e vinta da due set a zero sotto); una partita che lascerà qualche rammarico al russo, proprio per le occasioni e le situazioni di punteggio sopra descritte. Già perché sia secondo che terzo set, nonostante tutto, avrebbero potuto prendere un’altra strada. E con un Thiem apparso un po’ stanco sul finale di partita, chissà cosa sarebbe potuto succedere.

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Zverev-Thiem: sarà una finale aperta

Se lo sarà segnato di certo l’amico e rivale per la finale Alexander Zverev, sotto nei precedenti con Thiem per 2-7 ma soprattutto già sconfitto su questa superficie nelle ultime 2 partite di grande spessore: la semifinale dell’ultimo Australian Open così come quella delle precedenti ATP Finals di novembre 2019. Di certo c’è che per quanto mostrato nelle due settimane, ad arrivarci con prove più convincenti è stato sicuramente Thiem.

A differenza dell’austriaco però il tedesco, pur essendo più giovane di 4 anni, ha già vinto titoli più importanti in finali di peso contro i dominatori del tennis recente: dagli Internazionali d’Italia del 2017 contro Djokovic al Masters 1000 di Cincinnati contro Federer; arrivando fino alla combo delle ATP Finals 2018, quando il tedesco ha messo in fila prima uno e poi l’altro dei due fenomeni della racchetta sopra citati. Cosa, per esempio, non ancora riuscita a Thiem (se non nell’exploit di Indian Wells 2019) nonostante questa, per l’austriaco, diventi la 4a finale slam dopo le 2 perse a Parigi con Rafa e quella in Australia a inizio anno con Nole. Insomma, Thiem favorito ma a vincere partite di differente peso specifico ci è fin qui riuscito meglio in carriera il buon Zverev. Anche per questa ragione, dunque, ci sarà da divertirsi.

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