Ci sono partite che possono segnare una carriera. Carlos Alcaraz non è un nome nuovo per gli appassionati: la crescita e le qualità del ragazzo allenato da Juan Carlos Ferrero sono da tempo sotto gli occhi di tutti. Il battesimo, però, ai massimi livelli arriva nell'arena più rumorosa del tennis mondiale, dove il talento classe 2003 batte il numero 3 del mondo Stefanos Tsitsipas e raggiunge i suoi primi ottavi di finale in uno Slam.

Alcaraz trova il break in schiacciata e ringhia su Tsitsipas!

Ci riesce con coraggio e personalità lo spagnolo, a 18 anni, tre mesi e 29 giorni ma soprattutto con tanto tennis. Sarebbe, infatti, riduttivo limitarsi a quello 0-4 inaugurale, biglietto da visita di chi non teme i grandi palcoscenici. Tsitsipas, dopo essere stato preso a pallate, risale fino al 3-4, ma è tardi per salvare il primo set: il dritto e le doti difensive di Alcaraz valgono il 6-3 iniziale.
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Il greco va sotto 0-3 ma cambia marcia nel secondo parziale. Il ritmo tenuto per un'ora e mezza dallo spagnolo inevitabilmente cala e Tsitsipas alza il suo livello di gioco per ribaltare la situazione e chiudere sul 6-4. Alcaraz perde spinta, intensità e posizione in campo: tanto basta al numero 3 del mondo per riequilibrare il punteggio.

Palla corta e pallonetto: Alcaraz magistrale

La sorpresa, però, si materializza nel terzo set perché sopra 5-2 e con tre set-point a disposizione, Tsitsipas si fa rimontare subendo quattro game di fila. Al tie-break Alcaraz è sempre aggressivo e la palla corta si rivela un fattore: il greco paga anche un coaching e cede per sette punti a due.

Stefanos Tsitsipas

Credit Foto Getty Images

Il quarto set è un assolo del greco, un bagel che serve ad Alcaraz per rifiatare. In effetti, fin dall'inizio del quinto il ragazzino rientra in campo ricominciando a spingere. Nel sesto game annulla una palla-break e pur dovendo rincorrere nel punteggio Tsitsipas, che serve per primo, gli resta aggrappato.

Volée da urlo! Alcaraz salva così la palla break

Il tie-break finale è un'altra prova di forza di Carlos Alcaraz, dotato di pulizia tecnica, un repertorio completo e grande testa. Non solo resistenza fisica e dritto: i vincenti di rovescio, le smorzate di dritto, lo schema palla corta-passante (o con la variante pallonetto) fanno parte del suo bagaglio. Non parliamo dei margini di miglioramento - il servizio per esempio - anche se nel terzo set è stato capace di sfoderare un ace di seconda sul 5-5, nella fase più delicata.
In definitiva, dopo quattro ore e sette minuti, Carlos Alcaraz chiude 6-3 4-6 7-6(2) 0-6 7-6(5)e diventa il più giovane agli ottavi di New York dal 1989 (Chang 17 anni, Sampras 18): sfiderà Peter Gojowczyk e potrà puntare ai quarti di finale, partendo da favorito. Il tutto con la spinta del pubblico americano. L'Ashe era tutto schierato dalla sua parte. Vincere e divertirsi nella serata più importante è un privilegio riservato a pochi.

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