Il colpo più bello di Matteo Berrettini arriva dopo il match point, tra gli applausi del Louis Armstrong: l'azzurro chiede il giusto tributo per Oscar Otte, sconfitto con onore ed encomiabile nel voler rimanere in campo fino alla fine nonostante un infortunio alla mano che spiana la strada all'azzurro nel finale di un match più tosto del previsto. Il romano lo conquista col punteggio di 6-4 3-6 6-3 6-2 e torna tra i migliori otto agli US Open a due anni dalla memorabile cavalcata del 2019, rilanciando (probabilmente) la sfida a Novak Djokovic (impegnato nella notte contro lo statunitense Brooksby). Una splendida consuetudine per lui, ai quarti di uno Slam per la terza volta di fila e che da lunedì sarà almeno numero 7 del mondo, suo best ranking.

Berrettini vuole gli applausi per Otte infortunato ma che non si ritira

L'avversario di giornata stimola un dolce ricordo a Matteo, visto che coincide con la sua prima vittoria Slam, al Roland Garros 2018. Ma Otte, già giustiziere di Sonego e Seppi in questo torneo, non ha intenzione di fare lo sparring partner. Il numero 144 del mondo se la gioca col piglio di chi non ha nulla da perdere e Berrettini ci mette un po' a trovare le giuste accelerazioni e scardinare questa tranquillità. Succede nel settimo game del primo set, dove un doppio fallo del tedesco e una risposta aggressiva dell'azzurro confezionano il primo break. Il romano comincia a martellare alla sua maniera al servizio e col dritto e chiude il parziale col 93% dei punti vinti sulla prima. Livello di gioco alzato al momento giusto, ma a rilassarsi un attimo lo scenario cambia.
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Palla corta di Berrettini, Otte inciampa e va al di là della rete

Le percentuali di Berrettini si abbassano, Otte non concede nulla e stuzzica con continuità il rovescio dell'azzurro, che non lo infastidisce per nulla. Il break tedesco in avvio è una garanzia, visto che il 28enne di Colonia non è in vena di gratuiti e la sua continuità al servizio è favolosa. Un trend che non sembra interrompersi neanche dopo la conquista del secondo set, visto che a inizio terzo parziale Matteo concede subito una palla break. Ma ecco il primo turning point. L'azzurro esce dalla buca con un passante di rovescio favoloso, non proprio un colpo fidato e ritrova il tennis perduto. Il servizio riprende linfa e l'opportunismo gli permette di strappare la battuta alla prima occasione a un impassibile Otte, che commette un inopinato gratuito. Terzo set azzurro.

Berrettini non ci sta: passante di rovescio e break negato a Otte

Il secondo e decisivo turning point arriva sul 2-2 del quarto parziale, mentre vige ancora una scomoda (per Berrettini) parità. Otte cade malamente sulla mano mentre effettua uno smash ed esprime subito grande dolore. Il medical timeout lo aiuta giusto per qualche scambio, poi la situazione diventa insostenibile. Il tedesco resta in campo perchè un palcoscenico così chissà quando ricapita, con Berrettini che prende inevitabilmente il largo. Il game, set and match arriva dopo 2 ore e 24 minuti. Sedicesima vittoria stagionale negli Slam per Matteo, solo Sara Errani nel 2012 fece di meglio. Una splendida certezza.

Berrettini è una certezza: il meglio del successo su Otte in 3'

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