L’occasione andava celebrata in una certa maniera. Al momento dell’ingresso sul campo 8 contro Marton Fucsovics, Andreas Seppi scriveva già un pezzettino di storia: la sua presenza consecutiva in un torneo dello slam diventava infatti la n°65, le stesse di Roger Federer. Meglio di lui, solo Fernando Verdasco a quota 67 (striscia ferma) e la leggenda Feliciano Lopez, sconfitto ieri e al 78° slam consecutivo.
Che bisognasse così celebrare l'occasione in una qual certa maniera allora Andreas Seppi evidentemente se l’era messo in testa. E come se non con il marchio di fabbrica di un giocatore che ha fatto di testa, sostanza, cuore e sudore, il credo lungo il corso di 16 anni di straordinaria carriera? Un 5° set, una maratona di oltre 4 ore, un finale al cardiopalma, una vittoria in qualche modo epica, poiché lì a certificare il significato di tutta una carriera, il credo tennistico di Andreas Seppi.
L’altoatesino si è imposto al tie-break decisivo per 15 punti a 13, annullando un totale di 5 match poi al ben più quotato – in questo momento – Marton Fucsovics; giocatore con cui alla vigilia, sulla carta, Seppi aveva poche chance.
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Eppure, Andreas, in qualche modo, quelle chance, ha saputo costruirsele. Con la solita partita attenta e intelligente. Con il rendimento al servizio che è salito tantissimo quando più ne aveva bisogno – il secondo set – e le palle chiave del terzo parziale giocate in maniera impeccabile. Laddove proprio Fucsovics, di contro, perdeva la calma di un match di cui agli inizi era sembrato essere in controllo. Solo nel quarto set Seppi ha tirato un po’ il fiato, lasciando spazio al rientro dell’ungherese e a ciò che sembrava inevitabile: giocarsela al quinto. La 28a volta su 65 edizioni; numero che aumenta addirittura a 36 se le contiamo tutte quelle partite-maratona dentro gli slam (come ad esempio l’edizione del Roland Garros 2012, dove di match al 5° Seppi ne giocò addirittura 3).
Insomma, voleva chiudere con una sorta di marchio di fabbrica e così ha fatto, districandosi dentro un tie-break dal pathos unico e alla fine deciso, con coraggio, da una prima all’incrocio delle linee, un paio di dritti in accelerazione e uno smash senza paura. Fucsovics si è arreso così per 2-6 7-5 6-4 2-6 7-6 (15-13), lasciando all’americano Seppi – da anni residente a Boulder, Colorado – la gioia di un secondo turno che a New York mancava dal 2018. Lì troverà il polacco Hubert Hurkacz. Sulla carta, di nuovo, non ci dovrebbe essere un granché storia. Sul campo, chi lo sa. Perché come dicono da quelle parti: never underestimate the heart of a champion.

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