Un’oretta e mezza prima Leylah Fernandez era diventata la più giovane giocatrice in finale slam da Maria Sharapova nel 2004. Giusto il tempo di un paio di cerimonie, l’ingresso in campo, e al termine del successivo match il record era già riscritto. Classe 2002 esattamente come la Fernandez, ma nata a novembre, la 18enne Emma Raducanu ha scritto una delle pagine più impronosticabili alla vigilia di questo torneo.
Nessuna giocatrice era infatti mai partita dalle qualificazioni per arrivare fino alla finale di un torneo dello slam. Ce l’ha fatta questa giovane e strepitosa nuova promessa del tennis mondiale; per giunta con un cammino clamoroso e senza perdere un set. Schoofs, Bolkvadze, Sherif nelle qualificazioni; poi Voegele, Zhang, Sorribes, Rogers, Bencic e Sakkari. Questo il cammino della Raducanu che per strada ha lasciato solo le briciole. Numeri alla mano, infatti, il match più complicato è stato il secondo turno di qualificazione contro Bolkvadze, concluso per 6-3 7-5. Nessuna, da lì in poi, si è nemmeno più spinta fino a un long set con lei.
US Open
Hey Leylah! La Fernandez è la più giovane finalista slam da Sharapova
09/09/2021 A 22:53
Una dimostrazione di forza impressionante contro la Sakkari, che al di là dei primi 4 game della partita, è stata messa sotto senza pietà dalle soluzioni di questa ragazza. Una tennista completa: servizio insidioso, risposta pesante; ma soprattutto un rovescio impressionante. Sakkari ha provato a contenere nei primi giochi, con 7 palle break a suo favore nei primi 3 game del match. Al quarto gioco, però, il punteggio diceva 4-0 Raducanu. Tutti i punti importanti, insomma, alla fine, li aveva fatti la britannica.
E da lì in poi per Sakkari non è nemmeno andata meglio. Anzi. La greca, perso il primo set per 6-1 e andata subito sotto di un break anche nel secondo, ha dovuto fare gli straordinari affinché il passivo non fosse ancorpiù pesante: due palle break salvate nel quinto gioco e addirittura un game ripreso per i capelli da 0-40 nel proprio turno di servizio successivo. Raducanu, nel mentre, è rimasta impassibile, controllando con una calma olimpica un finale di partita che più che il pass per l'ultimo atto di sabato, sembrava per lei valesse la sfida al club con l’amica nella partitella di un tempo fa; per giunta neanche troppo lontano.

Raducanu: "Dalle qualificazioni alla finale vivendo giorno per giorno"

Lo US Open 2021 si configura così come un torneo dall’epilogo incredibile; due teenager in finale, assolutamente impronosticabili alla viglia, che hanno steso però a colpi di partite di alto livello avversarie di spessore. Era dal 1999 che la finale femminile di Flushing Meadows non vedeva una contro l’altra due atlete appartenenti ancora la mondo delle ‘teen’: Serena Williams e Martina Hingis. Due nomi che, nel tennis, hanno saputo essere qualcosina in più di una semplice presenza. Non sappiamo se Raducanu o Fernandez saranno degne di tale futuro; ma una cosa è certa: per due settimane – (tre nel caso dell’inglese) – sono state le più forti. La finale promette benissimo.

Raducanu come un treno, Sakkari si arrende: gli highlights

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