Tratterò questa finale come se fosse l’ultima partita della mia carriera.
Un'intera carriera in una partita. L'ultima? Questo, per ora, non ci è dato saperlo, ma nel frattempo conviene segnarsi in agenda le 22 di domenica 12 settembre 2021 (diretta su Eurosport e Discovery+) perchè sull'Arthur Ashe il serbo Novak Djokovic ha un appuntamento con la Storia del tennis. Tra lui e l'immortalità sportiva c'è, infatti, solo un ostacolo: il numero 2 del mondo, il russo Daniil Medvedev. Un cliente non facile, ma che ha battuto già 5 volte su 8, l'ultima nella finale degli Australian Open a febbraio. Con una vittoria, si gioca al meglio dei cinque set, il 34enne di Belgrado diventerebbe il tennista più vincente di tutti i tempi, superando i suoi acerrimi rivali Roger Federer e Rafael Nadal di uno Slam, il 21° (lo svizzero e lo spagnolo sono fermi a 20) e, soprattutto, centrando il Grande Slam (il successo in tutti e quattro i tornei più prestigiosi del circuito, ovvero Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open all'interno dell'anno solare). L'unico a riuscirci fu l'australiano Rod Laver nel 1969, ma erano altri tempi: all'epoca, ad esempio, si giocava con racchette di legno e il Roland Garros era l'unica competizione che non si giocava su erba. A livello femminile, invece, due giocatrici possono vantare l'impresa: Margaret Smith Court nel 1970 e Steffi Graf, moglie del campione Andrè Agassi, che nel 1988 completò addirittura il Golden Slam, vincendo anche il torneo olimpico di Seul.

Djokovic: "Finale? Affronterò il match come fosse l'ultimo della mia carriera"

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Una scalata lunga 13 anni

La scalata al gradino più ambito della storia del tennis è iniziata quasi 14 anni fa, il 27 gennaio 2008, primo trionfo di Djokovic, detto The Djoker, in Australia. Da allora ha macinato record su record, come il numero di settimane, 337, da numero 1 al mondo ancora attivo, sfiorando il Grande Slam nel 2015. Il serbo mancò il poker perfetto per "colpa" dello svizzero Stan Wawrinka, che lo battè in finale del Roland Garros. Nel 2016, regolando Andy Murray a Parigi, Djokovic ha infranto il tabù "rosso", mettendo le basi per il progetto che questa sera può completare sotto gli occhi proprio di Rod Laver.

Rod Laver

Credit Foto Getty Images

Chi è l'avversario?

Dall'altra parte della rete ci sarà Daniil Medvedev (25enne di Mosca, attuale n° 2 della classifica e già finalista a New York nel 2019) a provare a guastare la festa. Non ha ancora vinto uno Slam, ma ha battuto Djokovic tre volte in partite al meglio dei tre set. In questi US Open ha perso solamente un set e ha fatto del servizio la sua arma principale. E' un giocatore istrionico: proprio nel 2019 ingaggiò una guerra personale con il pubblico di Flushing Meadows, provocandolo con un dito medio e interviste ironiche. Vedere per credere.

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Sull'Arthur Ashe Medvedev, amante degli scacchi, dovrà provare a vincere la battaglia mentale con Nole. Forse è proprio questo l'unico spiraglio per tentare l'impresa nel giorno dei giorni. Altrimenti, come successo lo scorso febbraio a Melbourne, dovrà inchinarsi a Mr. Grande Slam.
"Se riuscirò a negargli questi risultati entrerò comunque nei libri di storia. Però non mi interessa. Credo che sia qualcosa che intacca più lui che me".

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