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Venus perde per un errore
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Pubblicato 24/06/2004 alle 23:27 GMT+2
[24/06/04] - L'arbitro dell'incontro tra Venus e la Sprem ha chiamato erroneamente un punto a favore della croata nel tie-break del 2° set.
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[24/06/04] - L'arbitro dell'incontro tra Venus e la Sprem ha chiamato erroneamente un punto a favore della croata nel tie-break del 2° set.
Gli organizzatori di Wimbledon hanno ammesso che il giudice di sedia ha fatto un errore durante il tie-break del secondo set dell’incontro di Venus Williams, condannando la maggiore delle sorellone alla sconfitta e all’uscita dal torneo. Ma la due volte campionessa di Wimbledon non ha protestato e ha finito per perdere 7-6 7-6 contro la croata Karolina Sprem al secondo turno del torneo più importante del mondo.
“Purtroppo il giudice di sedia ha sbagliato a chiamare un punteggio - ha detto il giudice arbitro Alan Mills -. Sebbene le due giocatrici sembrassero perplesse, nessuna ha contestato la chiamata e il gioco è proseguito, quindi il risultato verrà omologato perché l’errore avrebbe dovuto essere rettificato immediatamente”. Mills ha aggiunto che rivedrà domani le immagini col giudice di sedia Ted Watts. Molto signorile Venus Williams, alla sua più prematura uscita di scena a Wimbledon in sette anni: “Penso che un punto non faccia la differenza, ma ovviamente sì, è stata una chiamata sbagliata”. La Sprem, dal canto suo: “Ero confusa, ero concentrata al 100% nel match”.
Ma veniamo al fattaccio. Sul 2-1 per Venus nel tie-break del secondo set, la Sprem ha sbagliato la prima di servizio, e prima che potesse servire la seconda, Watts ha chiamato il 2-2 lasciato di stucco entrambe le giocatrici. Poi la Williams è salita 6-3 con tre set-point a suo favore, ma la Sprem li ha annullati vincendo addirittura il tie-break per 8-6 al primo match-point. Venus ha dichiarato di non aver contestato la chiamata perché aveva perso il filo del punteggio nel corso del match. “Non volevo perdere la concentrazione e ho perso il conto del punteggio più volte. Poi ho pensato che lei aveva ancora un servizio ma ora, come tutti sapete, è tardi per recriminare…”
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