Novak Djokovic è stremato al termine della durissima battaglia che lo ha visto vincitore nei confronti di Roger Federer nella finale di Wimbledon 2019. Il serbo, alla quinta affermazione sui prati londinesi (la prima nel lontano 2011), ha festeggiato il sedicesimo Slam della carriera, portandosi a sole quattro lunghezze dal record detenuto proprio dall’elvetico (senza dimenticare lo spagnolo Rafael Nadal a quota 18).

Il nativo di Belgrado, capace di annullare due match-point nel corso del quinto set, ha reso l’onore delle armi all’avversario:

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Se non la più eccitante, questa è stata una delle migliori finali che io abbia mai giocato, contro uno dei più grandi di tutti i tempi, per il quale ho molto rispetto. Purtroppo in questo genere di partite uno dei due alla fine deve perdere

Una partita decisa per una manciata di punti, come ha ammesso lo stesso Djokovic:

Ognuno di noi ha avuto le proprie chance, io ho recuperato due suoi match point ed è stato strano giocare il tie-break sul 12 pari. Roger ha detto di dare ad altri 37enni le speranze, ma di sicuro lui ispira anche me. So di averlo già detto, ma quando ero un bimbo di cinque anni sognavo di diventare un tennista e questo è sempre stato il ‘traguardo’, volevo giocare e vincere qui, perché è una cosa super-speciale. E ora voglio dividere questo trofeo con mio figlio e miei genitori, che hanno sofferto in tribuna. E’ un sogno diventato realtà anche l’aver vinto davanti a loro
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