Luglio 2017. Ottavi di finale, 3 set a 0 a Benoit Paire. Poi la resa a Sam Querrey, nel torneo di gloria dell’americano. In pochi pensavano quel giorno che Andy Murray avrebbe dovuto attendere 3 anni, 11 mesi e 18 giorni prima di ritrovare la vittoria nel “suo” Wimbledon. 1449 giorni, una vita, le infinite operazioni chirurgiche, una specie di ritiro, il ripensamento, poi la vittoria, appunto, oggi, contro Basilashvili.
Un successo simbolico, più che di reali ambizioni per lo scozzese. Ma un 6-4 6-3 5-7 6-3 che ha saputo emozionare – eccome – l’abbondante pubblico del centrale, rimasto lì anche a tetto chiuso e luci accese, quando il buon Andy ne ha avuto più bisogno.
Una pausa ‘benedetta’ per Murray, che poco prima aveva vissuto le paure di chi non era più abituato, forse, a certe tensioni. Pare un paradosso, per il due volte vincitore di questo torneo e uomo in grado di interrompere l’etera attesa britannica dai tempi di Fred Perry. Eppure, non si può spiegare in altro modo il blackout che ha colpito il buon Andy nel terzo set: lo scozzese, infatti, era avanti 6-3, 6-3 e 5-0.
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12/07/2021 A 21:51
Da lì, una rimonta improbabile. Certamente impensabile, per quanto si era visto. Due match point non sfruttati da Murray e uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette game consecutivi a favore di Basilashvili.
L’interruzione però necessaria per la chiusura del tetto ha dato una mano a Sir.Andy, che dopo 20 minuti di pausa, ha ritrovato il filo della sua partita. Lo scozzese, con un break in apertura, è poi riuscito ad arrivare dritto fino al traguardo, facendo saltare così la testa di serie n°24 del torneo col punteggio di 6-4 6-3 5-7 6-3. In dote, per Murray, uno tra Otte o Rinderknech, bloccati, loro sì, per oscurità, sul 9-9 al 5° set.

Gli altri: avanti Rublev, fuori Opelka

In una giornata fortemente caratterizzata da quasi 4 ore di ritardo sugli altri campi a causa della pioggia per tutto il primo pomeriggio, da segnalare alcune partite. Le vittorie di Rublev e Bautista-Agut in primis, a questo punto sulla carta avversari più tosti per Novak Djokovic dopo l’uscita a sorpresa di Tsitsipas con Tiafoe. Il russo ha superato Delbonis in rimonta (4-6 6-4 6-1 6-2), mentre lo spagnolo ha piegato la resistenza di Millman per 6-2 3-6 6-3 7-6. Rumore la fa la caduta di un gran servitore come Opelka: l’americano è stato sorpreso dal tedesco Koepfer addirittura in 3 set: 6-4 7-6 6-3. Per Djokovic invece al secondo turno ci sarà Kevin Anderson, vincitore in rimonta sul cileno Barrios 6-7 6-4 6-4 7-6.
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