E’ il grande favorito della vigilia. E non c’è nemmeno bisogno di spiegare troppo bene il perché. Il n°1 del mondo sta vivendo una stagione da dominatore e si presenta all’All England Club forte dei titoli già conquistati a Melbourne e Parigi. Londra, per altro, evoca ricordi dolcissimi. La finale del 2019, ultima partita prima della cancellazione della scorsa edizione per le ben note vicende, è forse stato il match spartiacque di quella ‘rincorsa al record’, ultimo obiettivo della carriera di Novak Djokovic. I due match point di Federer sul proprio servizio, la rimonta, il successo che bloccò da lì lo svizzero e ha permesso in fondo a Djokovic, oggi, di presentarsi a questa edizione con il fuoco nelle vene. La vittoria al Roland Garros ha messo Nole a -1 da Federer e Nadal; e con il primo decisamente lontano dallo stato di forma di quel 2019 e il secondo rimasto addirittura nella sua Manacor a prendersi cura del proprio fisico, la concorrenza per Djokovic si è spostata altrove. I due rivali di sempre non saranno una minaccia, casomai qualche rappresentante della nuova generazione. Ma per quanto visto fin qui in stagione, c’è davvero qualcuno che può impensierire questo Novak Djokovic?

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Abbiamo provato a chiederlo a chi si occupa di tennis per Eurosport, con una domanda secca fatta al netto degli abbinamenti del futuro sorteggio: chi può fermare Djokovic a Wimbledon? Queste le risposte.
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24/06/2021 A 15:55

Sé stesso

Credo che l’unico avversario di Djokovic a Wimbledon sia Novak Djokovic. Non vedo nessuno che lo possa battere se lui gioca anche solo al 75%-80% del suo valore. Detto questo, c’è da ricordare come spesso si crei dei problemi se non da solo... Quasi. Basti ripensare al recente Roland Garros dove va sotto di 2 set con Musetti giocando male per i suoi standard; e se dovesse accadere sull’erba poi non sarebbe così scontato entrare in tutti i game in risposta sempre e recuperare la partita. Ma ripensiamo anche alle varie cadute: quella nella semifinale con Nadal sempre al Roland Garros dove è finito tra il paletto e gli sponsor, che se lo prende con la testa rischia di farsi parecchio male. Torniamo indietro in Australia, dove scivola, si fa male al ginocchio e per un pelo non perde con Fritz. L’anno scorso a New York si è autoeliminato. Dunque il recente passato ci dice che l’avversario più pericoloso di Djokovic è stato lui stesso; e considerando lo stato di forma degli avversari di sempre in questo momento, considerando la relativa minor abitudine di tutti gli altri avversari più giovani, può perderlo solo lui questo torneo. (Jacopo Lo Monaco).

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Nick Kyrgios

Al netto che la risposta per me, a oggi, è “nessuno”, se devo pensare a un nome ho bisogno di associarlo a un determinato evento. Mi spiego meglio. Serve qualcosa di sorprendente, di anarchico nel suo sviluppo, di imprevedibile; qualcosa che destabilizzi Djokovic anche dal punto di vista emotivo. Penso che quel 'qualcosa', o meglio, quel qualcuno, potrebbe essere solo Nick Kyrgios. Attenzione, non sto dicendo che “Kyrgios batterà Djokovic” nel caso in cui dovessero affrontarsi, sostengo solo che potrebbe farlo. In primis perché l’ha già fatto in passato: è uno dei pochissimi in attività che vanta un saldo positivo con Djokovic (2-0 Kyrgios); e poi perché ha le armi tecniche (servizio) e la personalità per farlo. Certo, dovrebbe accadere presto nel torneo. Diciamo entro il terzo turno al massimo. Nella seconda settimana non vedo un Djokovic perdente con Kyrgios soprattutto perché Kyrgios non avrebbe la preparazione fisica per sostenere uno sforzo del genere. Il buon Nick ha passato gli ultimi mesi a trasmettere le sue sfide videoludiche su Twitch più che sui campi o in palestra; e per provare a sorprendere Djokovic potrebbe farlo al massimo entro il terzo turno, non oltre. E’ dunque un’ipotesi remota, piene di 'se', ma se devo proprio pensare a qualcuno, penso a lui (Simone Eterno).

Kyrgios e Djokovic

Credit Foto Eurosport

Kyrgios o Berrettini

Chi può fermare Djokovic a Wimbledon suona come una domanda da un milione di dollari. Il serbo vincitore del torneo è dato a 1.90: puntare su di lui non vale nemmeno il doppio della posta. Per arrestare la sua corsa serve qualcosa di eccezionale e imprevisto, come cinque anni fa: al terzo turno Sam Querrey sbarrò la strada al Djoker verso il Grande Slam. Punto dunque su un big server e su ciò che di più imprevedibile possa esserci su un campo da tennis: Nick Kyrgios. Ha giocato appena sei partite quest'anno, non scende in campo dagli Australian Open ma sembra che il tennis gli sia mancato, tanto da cercare una partner anche per il doppio misto: l'australiano vanta un 2-0 nei precedenti (entrambi nel 2017) che è una rarità assoluta nei confronti del numero 1 del mondo.
Ammesso che la sua condizione fisica sia accettabile, in giornata di grazia potrebbe fare il colpaccio. L'altro nome, parlando di fasi più avanzate del torneo (quarti o semifinali), è Matteo Berrettini che qualche problema a Parigi gliel'ha creato e sull'erba potrebbe sfruttare maggiormente la legge del servizio. In ogni caso, tutto passa dalla collaborazione del favorito: l'unico in grado di battere Djokovic, sempre in cerca di nemici per autoalimentarsi (gli US Open 2020 insegnano) è Djokovic stesso. (Alessandro Dinoia).

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Sé stesso. O un big server in stato di grazia

...Ma direi soprattutto sé stesso. In tutta onestà l'unico ostacolo di Djokovic quest'anno mi pare Djokovic. Il momento positivo che sta vivendo è piuttosto evidente e considerando anche gli altri, non vedo alternative al suo livello. L’unico interrogativo poteva essere rappresentato dalle sole due settimane di pausa trascorse tra il Roland Garros e Wimbledon, ma se fosse davvero “fuso” non si ritroverebbe a fare le maratone in doppio come abbiamo visto questa settimana a Maiorca. Dunque Djokovic se non incappa in una giornataccia nera contro un Isner o un ‘big server’ in stato di grazia, magari un qualcuno in grado di fargli perdere anche un po’ di pazienza, non ha reali ostacoli sulla carta. Se non, appunto, sé stesso. (Federico Ferrero).

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