dall'inviato a Wimbledon. Cinque partite. L’attesa, ora, è formalmente finita. Per Jannik Sinner è arrivata la tanto aspettata prima vittoria sull’erba nel main draw di un torneo del circuito maggiore. Jannik la confeziona a Wimbledon contro un giocatore che, evidentemente, nel libro tennistico della carriera di Sinner, è destinato davvero alle ‘prime volte’. Il primo successo sull’erba, oggi. Così come la prima partita nel tabellone principale di uno slam, allo US Open 2019. Questo è ciò che significa per Sinner il nome Stan Wawrinka, 3 volte campione slam in carriera e oggi regolato col punteggio di 7-5 4-6 6-3 6-2. All’epoca, in quel di New York, Sinner mostrò subito che tipo di stoffa c’era nella promessa di cui tanti addetti ai lavori parlavano; oggi, a 3 anni di distanza, i ruoli tra i due si sono invece quasi curiosamente invertiti. Sì perché Wawrinka, soprattutto, prova a dimostrare a se stesso – più che al mondo – di essere ancora un tennista competitivo; mentre Jannik Sinner, ormai, gioca da favorito esattamente come il ruolo che fu dello svizzero tre anni fa. Frutto dei tempi che cambiano e di una dimensione a cui Sinner si è adattato con relativa rapidità.
Oggi però, la missione, è stata compiuta più che altro da Sinner. Wawrinka infatti quella competitività l’ha tenuta solo per due set. Ed è servita una mano di Sinner. A inizio secondo parziale infatti il match avrebbe potuto prendere un’altra piega. Una sfaccettatura probabilmente più semplice per Sinner, che dopo aver strappato il primo set e aver avuto a disposizione 4 palle break immediate (di cui 3 consecutive), non riusciva nel secondo game a dare la ‘mazzata definitiva’ al proprio avversario. Un Wawrinka che allora risvegliava lì l’orgoglio un po’ assopito del campione; e sfruttava l’omaggio di Sinner per prendersi – lui sì – un break di vantaggio che avrebbe poi portato fino al 6-4 del secondo set che riportava il match in parità.
Un bluff, però, per la reale sostanza della partita. Perché da un lato c’era un Sinner sostanzialmente superiore in tutto, oggi. E dall’altro un avversario ormai troppo poco costante nel suo tennis – e nelle sua esplosività fisica – per fare davvero una partita alla pari. E così terzo e quarto set sono stati forse i più “reali” nel descrivere la situazione attuale, con Sinner bravo a prenderseli per 6-3 6-2 e sfatare definitivamente il suo piccolo tabù erba.
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Sinner vola così al secondo turno di Wimbledon per la prima volta in carriera. Un passaggio che gli consegnerà in dote uno tra il tedesco Altmaier e lo svedese Mikael Ymer. Una partita, comunque vada, dove Sinner avrà la certezze di essere ampiamente superiore. In sostanza: un match da vincere. Per dimostrare che l’inizio dell’avventura, anche e finalmente su questi prati verdi, è cosa reale. Appuntamento a mercoledì.

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