L’esaltante cavalcata olimpica interrotta alle porte delle medaglie dopo la battaglia persa con Svitolina, ora il percorso netto di Montreal culminato con la conquista del primo WTA 1000 in carriera, il secondo in assoluto per una tennista italiana. Sono le due settimane da Dio di una Camila Giorgi passata nel giro di pochi mesi dal numero 82 del ranking mondiale al 34, dal 97 della Race al 23, dagli infortuni e dagli annosi crucci tecnici alla modalità Terminator. Cosa è cambiato nella testa della 29enne maceratese ormai prossima alla definitiva maturazione dopo anni di seccanti chiaroscuri?

Il gioco, la testa

WTA, Montreal
Giorgi: "Settimana super, ringrazio papà e mamma"
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Lo aveva dichiarato in tempi non sospetti, assecondata dietro le quinte da papà Sergio: Camila mai e poi mai avrebbe rinunciato al suo gioco d’attacco, mai e poi mai si sarebbe preoccupata delle caratteristiche delle avversarie. In fondo è stato così, Camila ha vinto alla sua maniera, ma la modalità demolizione è finalmente deflagrata grazie a un tennis più calibrato, alle variazioni al servizio, all’efficacia in risposta e più in generale a una consistenza mentale da “donna in missione” mai vista prima.
Ora sto giocando meglio. So come scegliere i colpi, quando ho bisogno di rallentare o accelerare. È più vario il mio gioco, credo. (Camila Giorgi)
Il capitano della Nazionale Tathiana Garbin ha spiegato invece i benefici della nuova racchetta ai microfoni di Super Tennis:
“La nuova racchetta aiuta molto il suo gioco. È l’ideale per quello che è il suo tennis. La valorizza tantissimo, i suoi colpi sono molto più penetranti. Quando la palla le esce dalla racchetta ha una potenza superiore anche a quella di molti maschi.”
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I successi di Camila nel circuito WTA
TORNEOLIVELLOSUPERFICIE
DEN BOSCH 2015250ERBA
LINZ 2018250CEMENTO
MONTREAL 20211000CEMENTO

Quelle lacrime inedite

Il momento più disagevole della settimana di Montreal di Camila Giorgi è stato forse quello della premiazione, il che la dice lunga sulle difficoltà tecniche affrontate in campo e soprattutto sulla propensione della nostra tennista per le luci della ribalta. Le lacrimucce versate al termine di semifinale e finale, tuttavia, hanno senza dubbio mostrato un lato sconosciuto di Camila e allontanato qualche pregiudizio sul suo conto. La sensazione che quella di donna di ghiaccio sia soltanto un’ingannevole apparenza è nitida: la maschera di una timidezza lampante, ma anche il retaggio di un’adolescenza non semplice in quanto contraddistinta dalla perdita della sorella Antonella a causa di un’incidente strada nel periodo in cui Camila sotto l’egida di papà Sergio – col quale compone a tutt'oggi un binomio indissolubile a dispetto della vox populi – proseguiva la sua preparazione in stile marine per sfondare, un giorno, nel tennis. Ferragosto 2021 ha tutti i crismi di quel giorno.

Prospettive

Ora è il momento di non guardarsi più indietro e di trasformare queste due settimane in mesi di solidità. A 29 anni Camila ha vinto il suo primo 1000 e viaggia spedita verso l’apice della carriera, dal punto di vista fisico e tecnico; la stoffa c'è sempre stata - non t'imponi per 13 volte contro una top 10 per caso - ora pare anche essere scattato quel fantomatico clic, più nella testa che nel braccio. Francesca Schiavone e Flavia Pennetta vinsero i loro rispettivi Slam da ultratrentenni mature e consapevoli del loro percorso: accovacciata metaforicamente sulle loro spalle, la Giorgi dovrà sfruttare appieno il suo momento giocandosi le sue carte fino in fondo già a partire dal prossimo US Open (30 agosto-12 settembre). Ricadere nei vecchi vizi sarebbe un errore pernicioso: la nuova Camila dovrà sempre e comunque avere il sopravvento.
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