Il Masters 1000 di Cincinnati è il torneo che precede l'ultimo Slam della stagione tennistica, lo Us Open. Aspettando l'esordio di Jannik Sinner, per ora l'evento non ha riservato grandi soddisfazioni, con l'eliminazione di Matteo Berrettini al 1° turno, dopo una sfida di oltre tre ore con lo statunitense Frances Tiafoe. La "notizia" del giorno arriva però dal Western & Southern Open o, meglio, dalle qualificazioni per accedere al tabellone principale del Masters 1000 WTA.
Domenica 14 agosto, durante il match tra Anna Kalinskaya e Anastasia Potapova, entrambe tenniste russe, sugli spalti è comparsa una tifosa avvolta nella bandiera dell'Ucraina e con la testa cinta dal Vinok, ossia dalla cosiddetta corona ucraina, una corona di fiori tipicamente indossata da donne non sposate e parte di usanze risalenti a molti secoli fa. Secondo quanto riferito da diverse fonti, via social network, Potapova si sarebbe lamentata col giudice di sedia, perché "frenata" dalla presenza di quella bandiera, richiedendone sostanzialmente la rimozione.
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Alla presenza di altri spettatori, il giudice di sedia è così confrontato con questa tifosa - pare originaria dell'Uzbekistan e della quale si sa per ora solo il nome, Lola - che stava assistendo al match senza proferire parola. "Non è carino" in riferimento al fatto che Lola se ne stesse lì seduta, avvolta nella bandiera della sua Nazione. La replica della tifosa sarebbe stata più che pronta: "Non è carino nemmeno invadere un'altra Nazione". Lola è stata comunque allontanata dal campo insieme a un suo amico ucraino, senza creare alcun dibattito. Circa mezz'ora dopo, è stata raggiunta dal capo della sicurezza, il quale le ha mostrato una regola sulle dimensioni delle bandiere da poter introdurre - mai superiori ai 18x18 pollici - e da addurre quale motivo del suo allontanamento. Le sarebbe poi stato chiesto di riporre tale bandiera nella sua autovettura, prima di poter ritornare sui campi da gioco.
In un’intervista rilasciata a local12.com, Lola ha dichiarato: "Il messaggio che ho ricevuto è che stavo agitando le tenniste russe. Ho risposto che non avrei riposto la bandiera.. Così loro hanno continuato a giocare per due minuti prima di fermarsi di nuovo. A quel punto un addetto alla sicurezza si è avvicinato a me dicendomi che avrebbe chiamato la Polizia se non me ne fossi andata".

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