Buona la prima per Jasmine Paolini nel WTA Melbourne 1, denominato Gippsland Trophy. In uno dei due tornei di preparazione agli Australian Open, la tennista toscana ha sconfitto in due set la canadese Rebecca Marino, numero 313 del mondo, con il punteggio di 7-6 6-3 dopo un’ora e ventitré minuti di gioco. Si tratta della prima vittoria nel 2021 per Paolini, che ha sicuramente giocato un buon match, soffrendo come spesso le capita nei propri turni di servizio, dove comunque è riuscita ad annullare sette delle nove palle break concesse.

E’ proprio l’azzurra a partire meglio nel match, riuscendo a strappare il servizio alla canadese nel quarto game. La reazione di Marino non si fa attendere e arriva l’immediato controbreak. Si resta sul filo dell’equilibrio, con Paolini che riesce a salvare sei palle break tra settimo e nono gioco. Si va di conseguenza al tie-break, che viene dominato dalla numero 97 del mondo per 7-2.

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Nel secondo set è la canadese ad allungare in apertura, con il break nel secondo gioco. Paolini, però, ottiene il controbreak addirittura a zero. Nel settimo game l’azzurra strappa nuovamente il servizio a Marino e replica il break anche nel nono gioco, chiudendo il set sul 6-3.

Nel prossimo match la toscana affronterà la cinese Qiang Wang, testa di serie numero 10 del torneo, che ha usufruito di un bye al primo turno.

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Esordio amaro per Sara Errani. La 33enne nativa di Bologna è stata costretta ad arrendersi alla lettone Jelena Ostapenko. La numero 45 del mondo, dopo essere andata sotto 6-4, è stata brava a reagire e ad imporre il proprio gioco ribaltando la situazione vincendo i due set successivi col punteggio di 6-3 6-1. Nonostante la sconfitta l’esperta azzurra ha dimostrato di potersela giocare con tenniste di buonissimo livello.

Avvio di match incredibile con un break e contro-break (1-1). Nel sesto gioco Errani perde il punto sul proprio turno di servizio con il set che prende una direzione sfavorevole (2-4). La reazione dell’azzurra è una di quelle che lasciano senza fiato. La bolognese riesce a portare a casa quattro game consecutivi, con tanto di doppio break, anche grazie all’atteggiamento di Ostapenko che stacca letteralmente la spina e vince così il primo set 6-4.

Nel secondo parziale accade qualcosa che, fosse stata un’altra partita, avrebbe dell’incredibile ma guardando la storia e le caratteristiche delle giocatrici in campo stupisce un po’ di meno: sei break consecutivi che fissano il punteggio sul 3-3. Errani prova a rimettere la testa avanti ma la lettone è brava ad annullare tre palle dell’ennesimo break e a portarsi avanti (3-4). L’azzurra non migliora la consistenza del suo servizio e Ostapenko ne approfitta mettendo a referto i due punti che valgono il 6-3 in suo favore.

La tennista italiana avverte fragoroso il contraccolpo per aver perso il secondo parziale e dopo i due, consueti, break in apertura (1-1), Errani cede di schianto e si spegne lasciando campo alla lettone che vince 6-1.

Le statistiche fotografano meglio delle parole quanto è accaduto nella sfida tra l’azzurra e la tennista lettone. Errani ha servito con il 79,6% di prime in campo, portando a casa solo il 44,9% di punti con la prima, contro il 60,4% di Ostapenko, e il 30% di punti con la seconda a differenza del 34,4% della 23enne nativa di Riga. La numero 45 del ranking WTA ha messo a segno 5 ace e ben 11 doppi falli, nessun punto diretto dal servizio per Errani mentre sono stati 7 i doppi falli.

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Una sconfitta che sa di occasione sprecata per Martina Trevisan. La tennista fiorentina saluta subito torneo perdendo in tre set contro l’esperta Andrea Petkovic, al ritorno alla vittoria dopo più di un anno dopo lo stop per un infortunio al ginocchio sinistro. Il 6-1 3-6 7-5 in due ore e ventidue minuti parla di un match combattuto per lunga parte, con l’azzurra che deve fare mea culpa per la prima frazione disastrosa ed un finale di partita in cui non è riuscita a concretizzare la sua maggiore freschezza fisica, predominante per secondo e parte di terzo set.

Partita che comincia nel segno dei break: nei primi tre giochi le due contendenti fanno fatica a trovare confidenza al servizio, con cedendo il fianco anche in maniera abbastanza facile. La Petkovic alza piano piano il livello, mostrandosi più performante rispetto all’unica sua uscita del 2020 quando perse al primo turno del Roland Garros contro la Pironkova ed è la prima a mantenere la propria battuta, mentre Martina è sciupona, non entrando mai nello scambio con parecchi errori da fondocampo. Anche perché la tedesca non le concede praticamente mai di esprimere i suoi angoli, riuscendo a dare sempre profondità alla sua pallina. I troppi doppi falli concessi, cinque in quattro giri al servizio, non aiutano, e la Trevisan sprofonda rapidamente, perdendo il primo set per 6-1 in 28 minuti.

L’unica consolazione è che non si può fare molto di peggio, una combattente come Martina lo sa bene e cerca di entrare nelle pieghe della partita. Conquista subito un break in apertura di seconda frazione, ma il servizio non le permette di fare la differenza. In un drammatico secondo game riesce a difendere due palle dell’immediato controbreak, ma sulla terza l’ennesima sbavatura permette alla tedesca di pareggiare subito i conti. La Petkovic non è però il rullo compressore del primo set e, condizionata anche dalla lunga inattività, inizia a sbagliare qualcosa anche lei, mentre Martina al sesto tentativo riesce finalmente a mantenere il proprio servizio, sbloccandosi mentalmente. L’azzurra ritrova il suo dritto che mette più volte alle corde l’esperta avversaria e capovolge l’inerzia della partita, diventando lei dominante nello scambio. Nel settimo gioco si aggiudica il break e non lo molla più chiudendo il secondo set per 6-3 in 51 minuti.

La partita sembra prendere la strada della toscana, che però getta al vento il primo game della terza frazione sul suo servizio che sembrava francamente già vinto con un errore dopo l’altro, compreso un doppio fallo che mancava da inizio secondo set. La Trevisan si trova nuovamente ad inseguire, mette pressione alla tedesca ma in 15 minuti non ne ricava nulla, rimanendo sotto per 2-0. Martina trova uno spiraglio nel quarto gioco tornando in linea di galleggiamento, ma sul tre pari, complice anche un palese nervosismo dovuta ad una vescica al piede sinistro, torna l’azzurra fallosissima del primo game, regalando un nuovo break alla Petkovic con quattro errori consecutivi. La tedesca vede la linea del traguardo sempre più vicina dopo una striscia di dieci punti consecutivi vinti, ma sbanda vistosamente al momento di servire per il match e Martina ne approfitta per rientrare. La Petkovic sa di aver sciupato un’occasione e ha uno scatto d’orgoglio nel gioco successivo, procurandosi una seconda chance di chiudere la partita. Non basta il Medical Time Out per curare la vescica a distrarre la Petkovic, che torna ad alzare le braccia dopo 474 giorni dopo un errore della Trevisan. E curiosamente, l’ultimo successo della tedesca era proprio contro un’italiana, quella volta Camila Giorgi.

Martina Trevisan non tornerà in albergo contenta, soprattutto per quanto combinato nel primo set. Le statistiche vedono la Petkovic avanti di poco in pressoché tutte le statistiche: 94 punti a 86 totali, 5 aces a 1, 52% di punti con la prima di servizio e 53% con la seconda. Ma il primo set condiziona tutti i numeri, con l’azzurra autrice di 5 doppi falli su 7 totali, il 33% di punti totali vinti al servizio (9/27) e cinque palle break concesse.

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