Nella settimana in cui Serena Williams torna numero 1 del mondo avendo giocato nell’ultimo anno 6 tornei; nell’anno in cui qualche settimana prima, proprio a discapito della Williams, Angelique Kerber aveva piazzato il sorpasso senza nemmeno giocare e conducendo una stagione fin qui da zeru titoli (cit.) (con un assolutamente anonimo 17-9), è evidente che del ritorno di Maria Sharapova, nell’intristito circuito WTA, ci sia bisogno come il pane.
Tra mamme, future mamme, promesse perse per strada e assenza evidente di una nuova leadership ben definita, Maria Sharapova si ripresenta nel mondo del tennis in un momento che più opportuno non poteva apparire. L’assenza forzata della grande rivale Serena, la cui preoccupazione odierna è giustamente dedicare ogni pensiero al futuro nascituro – a proposito, congratulazioni – coincide con la scadenza dei 15 mesi di sospensione per doping dovuti all’utilizzo dell’ormai famosissimo Meldonium risalenti all’Australian Open 2016. Da domani quindi Maria Sharapova sarà una sportiva libera. E la notizia è un tocca sana per organizzazione, tifosi e chiaramente anche per noi addetti ai lavori.
Tennis
Serena Williams al suo nascituro: "Felice di condividere il mio numero 1 con te"
24/04/2017 A 14:22
Non tutti però in questo periodo di assenza l’hanno pensata così, e la wild-card concessa dal torneo di Stoccarda che la vedrà opposta domani sera proprio alla nostra Roberta Vinci ha fatto parecchio discutere soprattutto colleghe e colleghi, vuoi per la scelta che ha aperto dibattiti dal punto di vista etico, vuoi perché la figura di Maria – nella complicatissima convivenza del circuito femminile – non è certo tra le più ben volute, come si può intuire dal tweet della francese Cornet ad esempio, che prima di cancellare le prove rispose così a un post ufficiale della WTA che celebrava l’avvicinarsi del rientro di MaSha.
D’altra parte la stessa Sharapova aveva in passato dichiarato di non avere amicizie tra le colleghe del mondo WTA, e già solo per questo, il ritorno all’agonismo di Maria scatena un interesse rinnovato per una presenza che torna a regalare rivalità e argomenti di discussione. Durante la sua assenza infatti ben pochi colleghi si sono detti dalla sua parte; e grazie all’aiuto del collega Diego Barbiani, fare un borsino su chi si è espresso in questi mesi a favore della Sharapova e dell’utilizzo della wild-card per facilitarne il rientro fa pendere il bilancio chiaramente tra i contrari, tra cui si annovera genere del calibro di Kerber, Wozniacki, Radwanska, Watson, Cornet; e poi Murray, Kyrgios e Tsonga nel maschile.
Un dibattito etico assolutamente comprensibile da certi punti di vista, ma altrettanto amplificato dalla cassa di risonanza Sharapova, che in quanto nome con ben poche simpatie tra i colleghi ha fatto lievitare il partito dei perbenisti rispetto a coloro i quali credono che, una volta scontate le pene, si torni ad applicare il regolamento, permettendo quindi ai direttori dei tornei di invitare nelle loro manifestazioni una pluri-campionessa slam, come già fatto del resto da Stoccarda e Roma.
Intorno a tutto il chiacchiericcio più o meno etico, da valutare ovviamente c’è il rientro di una giocatrice fresca delle 30 candeline spente giusto pochi giorni fa e ormai praticamente ferma – considerando anche le precedenti partecipazioni – da un anno e mezzo. Maria Sharapova è attualmente, ovviamente, senza ranking, e cosa attendersi dalle sue prestazioni in campo è forse il punto più interessante di discussione, specie visto l’andamento attuale del circuito femminile.

Maria Sharapova

Credit Foto Getty Images

In questi 15 mesi di stop forzato, abbiamo visto la bella Maria dedicarsi alle più svariate attività. Da un corso di specializzazione alla Business School di Harvard – dove per altro era stata anche ospite dei docenti dall’altra parte della cattedra – alle tante attività sportive, come la boxe ad esempio. Ma anche tanto riposo...
Ho scoperto di essere brava nell’oziare – ha dichiarato la Sharapova all’agenzia russa TASS – Sono stata in vacanza in Croazia, capodanno alle Hawaii, e ho avuto finalmente la possibilità di vedere Londra da turista. Non avevo mai visto praticamente nulla quando giocavo Wimbledon.
Non solo piacere però quello di Maria. C’è anche la stesura dell’autobiografia, in uscita il prossimo 12 settembre, dall’emblematico titolo ‘Unstoppable’ – ‘Infermabile’. Più che una copertina, una risposta a tutti quelli che evidentemente secondo la russa ci avevano provato, sperato, creduto.
Più che dal marketing però, dove la russa è regina incontrastata mondiale – ne sa qualcosa Serena Williams, che ha vinto come mai nessuno al mondo nel femminile ma fa meno soldi rispetto alla bionda siberiana – le grosse domande ruotano intorno al tennis: la Sharapova si ripresenterà già abbastanza competitiva o servirà del tempo?
La reazione, il carattere, la voglia di rivalsa fanno propendere i più verso un avvio rapido delle operazioni, con un rientro a buoni livelli che comporterà meno tempo del previsto; altri sono più dubbiosi che questo possa accadere, considerando che nonostante il livello al ribasso delle attuali professioniste nel circuito, ritmi e automatismi abbiano comunque bisogno di tempo per essere ritrovati. E questo nonostante la Sharapova non abbia mai totalmente staccato con l’allenamento nella vita privata.
Da questo punto di vista, il match di domani sera (ore 18:30) con Roberta Vinci è forse il tipo di rientro più interessante che potessimo trovare. E non solo per la prospettiva del nostro orticello italico. Nessuno come la Vinci può provare a muovere e variare un’avversaria ferma da tanto, portandola immediatamente dentro le dinamiche delle competizioni che la Sharapova non tocca realmente dalla solita sconfitta presa da Serena ai quarti di finale dell’Australian Open 2016.
Come ne uscirà MaSha dunque lo capiremo nel giro di qualche ora; che diventerà poi settimana e perché no mese, quando prima dello US Open avremmo il quadro un po’ più chiaro. Nel frattempo, ora, possiamo affermarlo sul serio: la più odiata è tornata. E in fondo in fondo, tranne qualche rara eccezione, siamo tutti contenti.

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