Doveva cancellare un periodo negativo che durava da più di due mesi. Paradossalmente, dal titolo più importante della carriera vinto a Montreal, Camila Giorgi non aveva più vinto una partita. Quattro sconfitte consecutive tra Cincinnati, US Open, Chicago e Indian Wells. Contro Aliona Bolsova, n°178 del mondo, la Giorgi partiva ampiamente favorita. La vittoria però è stata tutt’altro che semplice.
Complice troppa discontinuità, ma complice soprattutto oggi quanto accaduto – in campo e fuori – col giudice di sedia. La Giorgi infatti, nel corso del terzo set, è stata protagonista di una serie di momenti piuttosto tesi, che hanno coinvolto anche papà Sergio, seduto su una curiosa poltrona a bordo campo dell’”esotico” torneo di Tenerife. Deve essere volata qualche parola di troppo col giudice di sedia, un qualche tipo di coaching, e alla fine la Giorgi si è ritrovata dal warning al penalty point fino a due – DUE! – penalty game. Il primo sul 3-1 l’altro sul 5-3 quando serviva per il match. Per sua fortuna, Bolsova, ci ha messo un po’ del suo nell’ultimo turno di servizio, quando è tornata a concedere qualcosa in più e ha permesso alla Giorgi di trovare un successo sudatissimo, dopo 2 ore e 46 minuti di battaglia, con il punteggio di 7-6 3-6 6-4.
Saranno da chiarire un po’ le dinamiche della confusione creatasi; così come c’è tanto da migliorare per quanto visto in campo oggi. Per come si era messa però – appunto con il secondo penalty game arrivato al momento di chiudere la partita – è stato notevole riuscire a chiudere il match. Al 2° turno troverà Danka Kovinic: nessun precedente tra le due in carriera.
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