Il triathlon è uno sport affascinante, ma allo stesso tempo durissimo. Le grandi masse non lo conoscono bene e qualcuno lo guarda con diffidenza, ben sapendo quale fatica si debba fare nel praticare un mix di nuoto, ciclismo e corsa. Per esorcizzare perciò questi demoni e far capire al pubblico sportivo italiano quale sia la bellezza del triathlon, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alessandro Fabian, atleta di punta della Nazionale italiana, plurititolato e pronto a inseguire nuovi traguardi.
Come ci si prepara per una gara di triathlon?
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09/03/2021 A 15:16
Quando ti avvicini a questo sport è importante avere una figura di riferimento che di dia la giusta direzione, che sia preparata e capace: è fondamentale confrontarsi con un allenatore all’altezza. La base dell’allenamento si getta in inverno e delle tre discipline di solito ci si concentra su quella in cui si è più carenti. Io per fortuna ho un rendimento abbastanza bilanciato nelle tre prove, quindi magari mi dedico di più alla corsa, mentre chi non ha esperienza con l’acqua potrebbe trovare qualche difficoltà in più con il nuoto. Consiglio dunque di concentrarsi in questa fase sulla disciplina in cui si è meno bravi, poi, poste queste basi, si può pensare allo specifico delle competizioni, nel periodo che va da aprile a ottobre, orientativamente. Si parte a dicembre con la prima parte del lavoro e si va avanti fino a marzo, poi si provano i ritmi gara riproducendone la stessa intensità.
Che attrezzatura non può assolutamente mancare a un triathleta?
L’attrezzatura è molto importante. Il body è quello che si indossa per le tre discipline, poi per il nuoto sono fondamentali la muta e gli occhialini, per il ciclismo il calcio, gli occhiali e le scarpe con gli elastici e per la corsa le scarpe e gli occhiali. Il meteo spesso ha una grande influenza sulle condizioni di gara, sia per le prove all’esterno che per quella in acqua. Se piove, per esempio, anche la temperatura in acque aperte si abbassa e il problema del body è la sua leggerezza: è comodo, ma essendo di un tessuto molto simile a quello usato dai canottieri, quando lo indossi sei quasi nudo. Se fa freddo, quelli sono proprio i momenti peggiori, perché consumi molto di più per mantenere la temperatura corporea costante. Una volta usciti dall’acqua, se le condizioni sono normali, una cosa di cui non ci si accorge neanche, invece, è il fatto di essere bagnati. Se gareggi in mare, magari, è il sale che può dare un po’ di fastidio, ma ciò che aiuta veramente tantissimo è portare gli occhiali, che riequilibrano la vista.

Alessandro Fabian - 2018

Credit Foto Oakley

In carriera hai vinto tanti titoli, poi quest’anno di ha bloccato un infortunio: quali sono quindi i tuoi obiettivi per la stagione?
Ero rientrato nelle WTS (World Triathlon Series ndr), ma a Bermuda sono caduto e mi sono fratturato la clavicola. Questo ha cambiato i miei piani e quindi il mio obiettivo è ricominciare a lavorare per gettare le basi in vista del prossimo anno. Ci sarà infatti la qualificazione olimpica, quindi devo rientrare nuovamente nella massima serie e non credo di riuscirci già ora: rientrerò ad agosto e si finisce a settembre, quindi ho veramente poco tempo, perciò lavoro già per il prossimo anno.
Che cosa spinge un atleta ad approcciare uno sport così duro?
Per me è stata la curiosità, sono un tipo curioso. Questo sport mi ha permesso di conoscere un ambiente diverso da quello del nuoto, da cui provenivo. Soprattutto la parte più stimolante è la ricerca del risultato. Il triathlon mi ha dato molto, mi ha dato tutto ciò che sono ora. La mia gara più bella è stata sicuramente quella di Londra 2012, quando all’arrivo ho fatto un inchino. E’ stato il coronamento di un sogno e di un obiettivo.

Alessandro Fabian - 2018

Credit Foto Oakley

Che cosa diresti a chi vuole intraprendere la tua stessa strada?
Il triathlon ti mette di fronte ai tuoi limiti, perché è soggetto a tante variabili e per superarle ti devi mettere in gioco. A gareggiare, alla fine di tutto, sei tu e credo che sia questa la marcia in più che spinge un atleta ad andare avanti. Al di là del triathlon, però, è importante che tutti facciano sport per avere una vita sana: lo sport ti insegna delle regole, lo spirito giusto con cui vivere, la competizione, il modo per trovare un equilibrio interiore. Dico sempre che lo sport è come un dito in una mano: quando riesci a correlare questo dito con il palmo, metti in gioco tutti gli ambiti della tua vita.

Alessandro Fabian - 2018

Credit Foto Oakley

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