Nella prima gara, quella dalla piattaforma synchro 10 metri donne, l’Italia, composta da Chiara Pellacani e Noemi Batki, coppia campione d’Europa in carica a Kiev 2019, finisce solo 9a e non riesce a staccare il pass per i Giochi, al termine di una prova sotto le aspettative, ricca di errori già dai tuffi obbligatori e con un solo grande salto eseguito, il triplo salto mortale e mezzo ritornato carpiato, migliore in assoluto nella quarta serie. Un peccato perché la qualificazione era assolutamente alla porta delle azzurre, ma vista la gara i rimpianti non sono poi così tanti. Il duo azzurro ora difenderà il titolo europeo fra una settimana a Budapest e in ogni caso sia Noemi Batki (piattaforma 10m) sia Chiara Pellacani (trampolino 3m synchro) sono già qualificate per Tokyo 2020 in altre gare. Va ricordato che l’Italia non è mai riuscita a qualificare alle Olimpiadi il synchro dalla piattaforma 10 metri, né al maschile né al femminile, da quando i tuffi sincronizzati sono stati inseriti ai Giochi, cioè da Sydney 2000. La maledizione continua…
Ai Giochi, invece, ci andranno Canada, Germania, Gran Bretagna e Messico al termine di una gara con pochi acuti, ma il brivido finale costituito dal sorpasso delle messicane sulle russe, ancora deluse dopo la gara femminile dai 3 metri sychro. Cina, Stati Uniti (assenti oggi), Malesia e Giappone erano già qualificate. A Tokyo la finale sarà in gara secca tra queste otto squadre.
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