È già polemica intorno al nuovo codice antidoping della WADA - la World Anti-Doping Agency - aggiornato il 24 novembre 2019 ed entrato in vigore con l'inizio del 2021. Secondo questi ultimi aggiornamenti, infatti, la squalifica per utilizzo di droghe come cocaina e marijuana, le sostanze definite come "substances of abuse", oscilleranno tra gli 1 e 3 mesi. La decisione di abbandonare le maxi squalifiche - costate carissimo negli anni a campioni del calibro di Maradona e Caniggia nel calcio, Sotomayor nell'atletica o Paolini nel ciclismo - deriverebbe dal fatto che queste sostanze vengano ormai considerate dalla WADA come "spesso abusate nella società al di fuori del contesto dello sport".

Come funziona il nuovo codice?

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Come riportato dalla WADA nell'ultima modifica del codice, fondamentale ai fini di evitare stangate sarà testimoniare che l'utilizzo delle sostanze non sia avvenuto nel periodo di competizione e non fosse rivolto direttamente alle prestazioni sportive. In questo caso, l'atleta se la potrebbe cavare con appena 3 mesi di squalifica. Una sanzione che potrebbe ulteriormente essere ridotta in caso di volontà da parte dello stesso atleta di sottoporsi a programmi di riabilitazione: in questo caso, la squalifica sarà di 1 mese.

Cosa si intende con "periodo di competizione"?

Anche in questo caso, la WADA ha apportato importanti modifiche andando a ridurre il periodo di tempo identificabile con quello di competizione: questo, con i nuovi aggiornamenti del codice antidoping, va dalle 23:59 del giorno precedente all'evento vero e proprio fino alla raccolta del campione relativo alla gara in questione.

Maradona abbraccia Caniggia

Credit Foto Imago

Addio alle maxi squalifiche

Considerando come positività al test il superamento dei 1000 ng/Ml di metaboliti per quanto riguarda la cocaina e di 180 parlando di marijuana, diversi sono i celebri casi che hanno portato negli anni a vere e proprie stangate, con squalifiche che oscillavano tra i 2 e 4 anni. Maradona, nel 1991, dovette scontare 18 mesi dopo essere risultato positivo alla cocaina al termine di Napoli-Bari, il connazionale Claudio Caniggia due anni dopo venne fermato per 13 mesi per lo stesso motivo dopo Roma-Napoli. Ma non solo il mondo del calcio protagonista in negativo: un anno di stop nel 1999 per Javier Sotomayor, il primatista mondiale del salto in alto. Tornando a tempi più recenti, la positività alla cocaina riscontrata nel 2015 è costata a Luca Paolini, allora ciclista della Katusha, l'espulsione dal Tour de France e la squalifica di 18 mesi. Una linea dura che la WADA sembra aver deciso di abbandonare tra le polemiche.

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