Una sostanziale conferma alle anticipazioni dei giorni scorsi nell’attesa conferenza stampa del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, pronto a firmare un nuovo DPCM.

In materia di sport, viene sostanzialmente confermato lo stop a tutte le competizioni sportive dilettantistiche di base e agli sport di contatto a livello amatoriale.

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A rischio palestre e piscine

Il punto più interessante è quello su piscine e palestre, capitolo che coinvolge ovviamente l’attenzione e l’interesse di tantissimi italiani. Questa la dichiarazione di Conte:

"Ci giungono notizie varie e contrastanti, molte strutture adottano strumenti di sicurezza, altre no: diamo una settimana per adeguare tutti i protocolli si sicurezza. Se tutto verrà adeguato, non ci sarà ragione di sospendere o chiudere le palestre, altrimenti interverremo”.

Dunque piscine e palestre per ora restano aperte, ma stando a queste parole del Premier rimangono a rischio e sotto stretta osservazione. In Italia le palestre registrare ufficialmente sono circa 8500. Dovranno dunque adeguarsi ai punti previsti dal protocollo di sicurezza.

Capitolo calcio

Salvo il calcio dilettantistico fino alla Seconda Categoria (che è però sospesa in alcune regioni), sospensione invece delle partite delle scuole calcio e dell’attività di base, che potrà essere svolta solo con allenamenti con distanziamento e senza fasi agonistiche. Nel testo infatti si specifica che “sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni di interesse regionali e nazionali”, mentre “l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relativa agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non per gare e competizioni

Capitolo pubblico negli impianti

Tutto confermato invece per quanto riguarda la presenza di pubblico negli impianti sportivi, col 15% delle capienze fino al tetto massimo di mille spettatori per gli impianti all’aperto e 200 per quelli al chiuso, ma c’è la possibilità per le Regioni e le Province autonome, d’intesa col Ministero della Salute, di un diverso numero massimo di spettatori per eventi e competizioni non all’aperto purché non si superi il 15% della capienza.

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