“I dati del ministero della salute ci hanno fatto prendere decisioni drastiche ma necessarie”. Vincenzo Spadafora, il ministro per le politiche giovanili e lo sport, interpellato durante il question time spiega con toni fermi ma decisi il perché il governo abbia imposto lo stop allo sport di base a causa del Covid. “Era un quadro in continua evoluzione che abbiamo dovuto tener presente, anche se a distanza di poco tempo, per prendere delle decisioni anche molto drastiche. Credo che un incremento del 50 per cento dei contagi in soli sette giorni non sia assolutamente da considerare alla base di un atto schizofrenico. Mi sembra evidente che in quelle settimane mancava un sistema di protezione e sicurezza, anche forse per la mancanza di regole e di rispetto generali che a volte hanno alcuni cittadini, che ha costretto a evitare tutte le occasioni possibili di uscire di casa. Questo è il criterio con cui noi abbiamo chiuso tutta una serie di cose, non soltanto i centri sportivi”.
“Ovviamente lo abbiamo fatto a malincuore perché ci rendiamo perfettamente conto del ruolo dello sport per la salute per il benessere psicofisico di anziani, giovani e bambini ma il dato vero, scientifico, del raddoppio in pochi giorni del numero dei contagi non poteva consentirci di fare altro. Oggi tutte queste realtà che hanno chiuso sono realtà che stiamo sostenendo con risorse economiche straordinarie mai viste prima nel mondo dello sport, e consentiranno a queste strutture di sopravvivere in questo momento così complicato”.
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