Lo splendido gesto di fair play di Jonas Vingegaard, senza dubbio l'immagine più forte dell'edizione 2022 del Tour de France, ha fatto rapidamente il giro del mondo e ha reso il 25enne ciclista danese un esempio, un modello da seguire. La decisione di rallentare e di attendere il rivale Tadej Pogacar, in lotta come lui per la maglia gialla e sfortunato protagonista pochi metri prima di una caduta in corrispondenza di una curva in discesa, è solo l'ultimo di una lunga serie di gesti di sportività che sono passati alla storia. Abbiamo selezionato 10 episodi iconici - alcuni celebri, altri forse meno conosciuti - cercando di abbracciare più sport possibili. Con un'avvertenza: si è deciso di puntare sui gesti "puri" di sportività legati alla competizione vera e propria, senza contare gli episodi prettamente più simbolici come un abbraccio, una dichiarazione o una stretta di mano.

Coppi, Bartali e la borraccia

Restando in materia di ciclismo, il gesto di Vingegaard che tende la mano a Pogacar ha ricordato - con le dovute proporzioni - il celeberrimo passaggio di borraccia tra Fausto Coppi e Gino Bartali il 4 luglio 1952, durante la scalata al Galibier al Tour de France. Quella foto, scattata da Carlo Martini che era al seguito della Grande Boucle, rimane ancora oggi una delle immagini più iconiche e conosciute nella storia di questo sport.
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Il cuore d'oro di Alex Zanardi

Maratona di Venezia, edizione 2012. Siamo al 25esimo chilometro, la giornata è autunnale e fredda. Alex Zanardi si accorge che il suo amico Eric Fontanari (un ragazzo tetraplegico di 17 anni) fa una fatica enorme a proseguire la gara con la sua handbike. Decide così di spingerlo, poi trova una corda lungo il percorso e lo traina fino al traguardo dove, pochi centimetri prima, sgancia la handbike di Eric consentendogli di conquistare la vittoria. (Video YouTube da Gidiferro Team)

Di Canio ferma il gioco e rifiuta di segnare

Scontroso e irascibile quando era calciatore e senza troppi peli sulla lingua nelle vesti di commentatore, Paolo Di Canio rimane in ogni caso protagonista di uno dei gesti di fair play calcistici più famosi di sempre. Il 16 dicembre 2000 ai tempi del West Ham, nel finale di un match di Premier League tiratissimo contro l'Everton sul punteggio di 1-1, Di Canio ha l'opportunità di segnare il gol della vittoria per la sua squadra eppure in piena area avversaria, prende il pallone con le mani e ferma volontariamente il gioco per consentire i soccorsi al portiere dei Toffees, Paul Gerrard, infortunatosi durante l'azione su un'uscita e rimasto a terra dolorante.

Michael Phelps e quella rinuncia speciale

Olimpiadi di Atene 2004: l'oro nei 100 farfalla consente a Michael Phelps di accedere alla staffetta 4x100 mista dove gli Stati Uniti sono i favoriti. Le possibilità di arricchire il proprio palmares sono perciò molto elevate, ma Phelps prende una decisione clamorosa: cede la sua frazione al compagno di squadra Ian Crocker, ancora a secco di podi ad Atene, consentendo così anche a lui di portare a casa una medaglia.

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Andy Roddick e quella partita storica a Roma

Agli Internazionali d'Italia 2005 Andy Roddick si rese protagonista di un gesto che ha dell'incredibile (in senso positivo) durante il match valido per gli ottavi di finale contro lo spagnolo Fernando Verdasco. Dopo avere vinto il primo set, nel secondo Roddick si procura tre match point sul servizio dell'avversario. Il giudice di linea chiama out una seconda di Verdasco e la partita è finita. Roddick, però, chiede di verificare la chiamata: a suo avviso la palla non era uscita. E ha ragione. Risultato? Verdasco vince il secondo set al tie-break, poi anche il terzo e avanza ai quarti. Roddick esce, seppure a testa altissima.

Andy Roddick durante gli Internazionali d'Italia 2005

Credit Foto Imago

Il bullone di Eugenio Monti

Oltre che per le sue straordinarie capacità (chiuse la carriera con 6 medaglie olimpiche e 10 Mondiali) Eugenio Monti è passato alla storia come primo atleta a ricevere la medaglia Pierre de Coubertin, un riconoscimento istituito nel 1964 dal CIO per premiare lo spirito di sportività messo in mostra alle Olimpiadi. Monti, bobbista azzurro scomparso nel 2003, si mise in luce ai Giochi invernali di Innsbruck 1964 quando, nella finale di bob a due, prestò un bullone del suo bob all'equipaggio britannico, che era alle prese con un guasto e rischiava di non poter partecipare alla gara. Furono proprio i britannici a vincere l'oro, mentre Monti (in copia con Sergio Siorpaes) conquistò il bronzo. "Hanno vinto perché sono andati più veloci, non perché gli ho dato il bullone", il commento di Monti alla fine della gara.

Eugenio Monti (a destra) con Antony Nash ai Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1964

Credit Foto Imago

Dabò e la standing ovation di Doha

In occasione dei Mondiali di atletica 2019 a Doha, durante l'ultimo giro delle batterie dei 5000 metri, il guineano Braima Suncar Dabò si accorge che Jonathan Busby, atleta di Aruba che sta correndo a fianco a lui, è in enorme difficoltà e stenta a rimanere in piedi. Dabò prende l'avversario, lo sorregge e lo trascina letteralmente fino al traguardo tra la standing ovation del pubblico, in visibilio sulle tribune del Khalifa International Stadium per avere vissuto un momento che rappresenta l'essenza dello sport.

Bielsa ordina ai suoi: "Prendete gol"

Personaggio unico nel mondo del calcio, Marcelo El Loco Bielsa si è ritagliato una fetta di popolarità anche per un gesto che non si vede così spesso su un campo di calcio. Alla penultima giornata del campionato 2018-19 di Championship, la Serie B inglese, il tecnico che all'epoca guidava il Leeds ordina ai suoi giocatori di lasciar segnare l'Aston Villa, avversario di turno. Il motivo? L'1-0 del Leeds era nato dalla decisione di non buttare fuori il pallone nonostante un giocatore dei Villans fosse a terra infortunato. La partita terminerà 1-1 e il risultato impedirà al Leeds di centrare la promozione in Premier League (saranno fatali i playoff).

Vela: il salvataggio eroico di Lawrence Lemieux

"La prima legge della vela è che, se vedi qualcuno in difficoltà, lo devi aiutare". Ad applicare alla lettera questo motto è stato senza dubbio il velista canadese Lawrence Lemieux che, in occasione dei Giochi olimpici di Seul 1988, interrompe la sua regata in solitaria per soccorrere l'equipaggio di Singapore che stava gareggiando per un'altra categoria: Siew Shaw Her e Joseph Chan sono finiti in mare. Lemieux, che era in piena corsa per il podio, salva i due velisti di Singapore ma perde inevitabilmente terreno chiudendo in 21esima posizione. Il giorno dopo, però, ecco il meritato risarcimento: il presidente del Comitato olimpico internazionale, Juan Antonio Samaranch, gli consegna la medaglia Pierre de Coubertin.

Lawrence Lemieux in un'immagine del 2017

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Hamblin-D'Agostino, puro spirito olimpico

Alle Olimpiadi di Rio 2016, durante le batterie dei 5000 metri, la neozelandese Nikki Hamblin e la statunitense Abbey D'Agostino cadono, sorprese da una brusca frenata del gruppo. L'americana va in soccorso della rivale, l'aiuta a rialzarsi ed entrambe proseguono la gara. Pochi metri dopo, però, D'Agostino finisce a terra di nuovo dolorante al ginocchio e stavolta e Hamblin ad andare in suo aiuto. In qualche modo le due atlete riescono ad arrivare al traguardo dove si lasciano andare a un abbraccio commovente. Nonostante l'ultimo posto, la giuria decide di riammetterle alla finale.

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