Oggi si sono aperte ufficialmente le iscrizioni per la America’s Cup 2024. I sodalizi che vogliono partecipare alla prossima edizione della competizione sportiva più antica al mondo possono presentare la loro domanda fino al 31 luglio 2022 (salvo una proroga al 31 maggio 2023, ma con costi decisamente più elevati).
Ci sarebbe subito una sorpresa, come riporta in massa la stampa neozelandese (i blasonati New Zealand Herald e Stuff in prima battuta): Alinghi avrebbe gettato il proprio guanto di sfida! Usiamo il condizionale semplicemente perché non è arrivata una conferma diretta da parte della realtà svizzera, ma la notizia è data per certa in Nuova Zelanda e lo stesso Team New Zealand ha evidenziato, attraverso un comunicato ufficiale, di avere già ricevuto delle domande di iscrizione, ma che non svelerà l’identità dei mittenti (spetterà a loro il compito).
Alinghi ha conquistato la Vecchia Brocca nel 2003, quando la strappò proprio dalle mani dei Kiwi. In quell’occasione il patron Ernesto Bertarelli pagò a peso d’oro i fuoriclasse neozelandesi (Russell Coutts in testa), togliendoli letteralmente dallo scafo neozelandese e mettendoli sul proprio. Nel 2007 difese il titolo nelle acque spagnole di Valencia (non si poteva gareggiare in terra elvetica, poiché non ci sono sbocchi sul mare) e poi nel 2010 perse contro gli statunitensi di Oracle nelle due regate disputate in regime di Deed of Gift dopo un lungo iter giudiziario. Il sodalizio rossocrociato è la nemesi di Team New Zealand, che è ancora scottato da quello che successe una ventina di anni fa e che ha ancora paura di uno sgarbo di quelle dimensioni. Proprio per questo motivo il CEO Grant Dalton ha spinto per inserire all’interno del protocollo la stringente regola sulla nazionalità degli uomini a bordo.
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Secondo quanto riporta il New Zealand Herald, Alinghi avrebbe già pagato la tassa di iscrizione di 1 milione di dollari statunitensi (circa 883.000 euro). Non è però chiaro quale Yacht Club verrà rappresentato: sarà ancora quello di Ginevra, come nelle tre campagne del recente passato, oppure Bertarelli si sarà appoggiato a un’altra realtà, magari anche al di fuori dei confini svizzeri? Un dettaglio non di poco conto, perché incide appunto sulla nazionalità degli otto atleti che saranno a tutti gli effetti sull’AC75. Alinghi potrà comprare uno scafo di vecchia generazione da chi ha partecipato all’edizione dello scorso inverno e avrà diritto a venti giorni di prova durante la prossima estate (beneficio che non sarà possibile per chi ha regalato ad Auckland alcuni mesi fa), nel frattempo potrà costruire la nuova imbarcazione seguendo i dettami imposti dal nuovo regolamento.
Nel comunicato di Team New Zealand si legge: “Le iscrizioni sono aperte dalla mezzanotte di oggi, mercoledì 1° dicembre. Il Defender ha già ricevuto un numero di domande. Per quanto concerne l’identità degli sfidanti, spetta agli stessi team annunciare la loro partecipazione quando saranno pronti“. Ricordiamo che alla Coppa America 2024 parteciperanno appunti i Kiwi in quanto detentori del trofeo, i britannici di Ineos Britannia (Challenger of Record, il primo degli sfidanti) e la nostra Luna Rossa (la partecipazione è stata ribadita più volte, manca soltanto l’ufficialità). Da capire cosa decideranno di fare gli statunitensi: American Magic e Stars+Stripes vorrebbero essere ai nastri di partenza, ma devono trovare uno Yacht Club. Ci sarà margine per inserimenti da altri Paesi?

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