Mancano soltanto tre giorni all’inizio del match race che metterà in palio la America’s Cup, il trofeo sportivo più antico al mondo. Ormai è tutto pronto ad Auckland (Nuova Zelanda), dove mercoledì 10 marzo incomincerà l’attesissimo confronto tra Luna Rossa e Team New Zealand: da una parte il Challenger of Record, reduce dal dominio assoluto nella Prada Cup (4-0 in semifinale agli statunitensi di American Magic, 7-1 in finale ai britannici di Ineos Uk) che vuole mettere le mani sulla Vecchia Brocca e portarla in Italia per la prima volta nella storia; dall’altra il Defender, che cercherà in tutti i modi di rispondere agli attacchi avversari nel suo Golfo di Hauraki.
Si preannuncia battaglia vera. I neozelandesi si sentono fortissimi e sicuri dei propri mezzi, praticamente convinti di vincere. Team Prada Pirelli, però, sembra avere tutte le carte in regola per tentare il colpaccio e non sta rispondendo ai tanti affondi ricevuti dal fronte avversario negli ultimi giorni. I ragazzi dello skipper Max Sirena stanno lavorando alacremente proprio per cercare di essere sullo stesso piano rispetto ai padroni di casa: la voglia di alzare al cielo la Coppa America è tantissima. Giornate intense di lavoro e tante uscite in mare per mettere a punto la situazione, ma oggi l’equipaggio è rimasto nel proprio hangar.
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James Spithill, Francesco Bruni e compagni non si sono allenati nella baia di Auckland. Il motivo è presto detto: soffiava un fortissimo vento di 20 nodi, con folate anche superiori ai 22. Si trattava di condizioni durissime e al limite anche per la disputa di eventuali regate, visto che il regolamento impedisce che si gareggi con una brezza superiore ai 21 nodi. Va ricordato che originariamente erano previste due regate nella giornata odierna, ma il lockdown di livello 3 in vigore per sette giorni ad Auckland (è scaduto proprio stamane, si è passati all’allerta 2) aveva costretto gli organizzatori a rinviare la contesa di alcuni giorni.

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Dunque niente acqua per Luna Rossa, ma ovviamente i ragazzi hanno lavorato duramente sottocoperta, operando alcune rifiniture all’imbarcazione (ricordiamo che, da regolamento, è possibile intervenire solo su vele e rande) in vista della battaglia campale contro i Kiwi. Ormai mancano meno di 72 ore ai primi due confronti con Team New Zealand e si stanno sistemando i dettagli sulla barca, nei prossimi giorni dovrebbe poi esserci un ultimo assaggio del mare con un classico allenamento della vigilia.
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