Non si ancora dove e quando si disputerà la prossima edizione della America’s Cup, anche se le ultimissime indiscrezioni parlano Isola di Wight nell’estate 2023, ma prosegue in maniera incessante lo sviluppo per farsi trovare pronti all’appuntamento. Il regolamento prevede che si utilizzeranno gli AC75, ovvero la stessa tipologia di imbarcazioni ammirate nella baia di Auckland lo scorso inverno. Team New Zealand è riuscito a difendere la Vecchia Brocca sconfiggendo Luna Rossa in finale e ora sta delineando tutti i dettagli della 37ma Coppa America, il trofeo sportivo più antico al mondo. Tra le tante novità al vaglio figura anche quella dei chase boat a idrogeno.
Si tratta di una vera e propria frontiera nautica, che rivoluzionerebbe non soltanto la competizione sportiva più antica al mondo ma anche l’intero mercato commerciale di questo tipo di mezzi. Partiamo da un presupposto: i “chase boat” sono quelle barche che fungono da supporto agli scafi da gara e che sono fondamentali durante l’allenamento. I “chase boat” erano stati potenziati con una serie di potenti motori durante l’ultima campagna, proprio perché dovevano tenere il passo dei velocissimi AC75 capaci di volare sull’acqua a 50 nodi grazie ai foil. Ebbene Team New Zealand ha ufficialmente confermato, tramite un comunicato stampa, che sta lavorando su un prototipo di chase boat alimentato a idrogeno, in grado di supportare tutte le esigenze degli AC75 durante una campagna di America’s Cup e che, una volta lanciato e verificato, dovrà essere utilizzato da parte delle squadre che prenderanno parte alla prossima edizione della manifestazione (si parla dell’inserimento di una regola specifica nel protocollo per renderlo obbligatorio a tutti gli effetti).
L’obiettivo è chiaro: diminuire il consumo di combustibili fossili durante l’evento. Il carburante necessario per mettere in moto i chase boat tradizionali ha chiaramente un elevato potere inquinante e dei costi decisamente elevati. Il progetto, supportato anche da Ineos Uk (Challenger of Record), si avvale della collaborazione di AFCryo, azienda con base a Christchurch che opera nel settore della criogenia e del clean-tech da 17 anni.
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Grant Dalton, CEO di Emirates Team New Zealand, ha dichiarato: “Continuiamo a essere in prima fila nel campo dell’innovazione e intendiamo guidare lo sviluppo di una tecnologica nuova e pulita per l’industria marina. La nostra speranza è di poter fare un cambiamento rivoluzionario e arrivare a zero emissioni“. Ben Ainslie, skipper e timoniere di Ineos Uk, si è dichiarato decisamente soddisfatto: “Da quasi due secoli la America’s Cup avvia l’innovazione in ambito di design e ingegneria. Utilizzare imbarcazioni a idrogeno sarebbe una soluzione sostenibile e pratica per il futuro dell’industria marina, supportando gli A75 che raggiungono ormai velocità superiori ai 50 nodi“.
Si è espresso in maniera favorevole anche Terry Hutchinson, skipper di American Magic. Nel comunicato ufficiale dei Kiwi non compare mai il nome di Luna Rossa, ma sappiamo che il sodalizio italiano sarà protagonista nella prossima edizione della America’s Cup e cercherà di mettere finalmente le mani sulla Coppa delle 100 Ghinee.

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