L'espressione “Italiani popolo di santi, poeti e navigatori”, per quanto inflazionata, dovrà pur contenere un fondo di verità se ogni volta che schieriamo un'imbarcazione competitiva per il trofeo sportivo più antico al mondo, l’America’s Cup, assistiamo all’insorgere di una mania collettiva. La barca italiana diventa la Nazionale, termini dell’ostico gergo velistico come “bolina”, “spinnaker” o “foil” cominciano a campeggiare nelle disinvolte conversazioni da bar e il fuso orario si allinea a quello neozalandese o di qualche angolo di paradiso posto all’altro capo del mondo. Luna Rossa sta perpetuando una tradizione che affonda le radici nel 1983, quando una barca rivoluzionaria fece breccia nei cuori degli italiani.

Azzurra: l'apripista

La prima volta di una barca italiana in lizza per l’America’s Cup non si può scordare. Il giorno del varo di Azzurra, avvenuto una settimana dopo il trionfo della Nazionale di Bearzot al Mundial 1982 in una sorta di passaggio di consegne, l’armatore Gianni Agnelli rivolge un monito allo skipper Cino Ricci:
America's Cup
Luna Rossa, Max Sirena: "Possiamo battere Ineos”
10/02/2021 A 10:38
Ricci, mi raccomando, non andiamo a fare la figura dei cioccolatai
Niente figure barbine sui campi di regata di Newport: l’avveniristica barca italiana si avventura sino alla semifinali della Louis Vuitton Cup 1983, silenzia gli scettici e tiene francobollati agli schermi centinaia di migliaia di telespettatori in patria. È un’epoca romantica per la vela: l’equipaggio, a confronto con gli outift odierni, è una frotta di figli dei fiori e il principe Aga Khan – presidente dello Yatch Club Costa Smeralda e patron di Azzurra assieme all’Avvocato Agnelli – organizza feste degne del Grande Gatsby infiammando la nightlife di Newport. Cino Ricci, il timoniere Mauro Pelaschier e gli altri protagonisti della spedizione statunitense vengono accolti come rock star al rientro in Sardegna: la via è tracciata.

Il Moro di Venezia: il sogno

Nove anni più tardi il Moro di Venezia raccoglie il testimone di Azzurra e proietta la vela italiana oltre le Colonne d’Ercole. Supportato dal colosso industriale Montedison, dalla lungimiranza dell’imprenditore Raul Gardini e dall’abilità dello skipper statunitense Paul Cayard, il gioiello tricolore batte New Zealand Challenge in un’incendiaria finale di Louis Vuitton Cup diventando la prima barca italiana a qualificarsi per l’America’s Cup in 141 anni di storia.
https://i.eurosport.com/2021/02/10/2990899.jpg
Il Moro si aggiudica un solo match race nelle acque di San Diego soccombendo allo stra potere del defender America, ma il riscontro mediatico in patria è sensazionale: le dirette tv di Telemontecarlo - con Luca Bontempelli in cronaca e i commentatori tecnici d’eccezione Mauro Pelaschier e Cino Ricci – superano il milione d’ascolti. Sono i giorni del sogno e il mancato lieto fine hollywoodiano non scalfisce in alcun modo la magia della Coppa America.

Luna Rossa: fenomeno popolare

L’edizione 2000 dell’America’s Cup è la summa dell’infatuazione di massa. Patrizio Bertelli, amministratore delegato del gruppo Prada, affida la sua creatura a Francesco De Angelis e l’emergente skipper napoletano ripaga la fiducia trascinando Luna Rossa all’ultimo atto della competizione dopo aver battuto Paul Cayard – passato nel frattempo al timone di America One – in una delle finali più spettacolari di sempre della Louis Vuitton Cup. Il gap con i detentori della Vecchia Brocca è troppo marcato per stravolgere le gerarchie della Coppa America, ma a sospingere l’imbarcazione tricolore contro i neozelandesi di Black Magic ci sono oltre tre milioni di telespettatori.
https://i.eurosport.com/2021/02/10/2990900.jpg
L’avventura di Luna Rossa è scandita dalle note dell’omonima canzone reinterpretata da Renzo Arbore, mentre il vulcanico romagnolo Cino Ricci – di nuovo opinionista, stavolta per la squadra Rai - diventa “vittima” dell’irresistibile imitazione di Teo Teocoli dal palco dell’Ariston di Sanremo. Tutti a masticare espressioni gergali come “cazza la randa”, “spinnaker” e “tangone”, tutti a fare le ore piccole: la liturgia è servita, l'immaginario collettivo è bucato.

Luna Rossa 2021

A 21 anni di distanza Luna Rossa ci riprova nelle vesti di quotatissima Challenger of Record (prima a lanciare il guanto di sfida a Team New Zealand) con un monoscafo “volante” made in Italy e un equipaggio tutto italiano eccezion fatta per il timoniere James Spithill. Il trait d’union è Max Sirena: già aiuto prodiere su Luna Rossa 21 anni fa, il riminese doc ricopre ora il ruolo di skipper e team director della spedizione italiana nel golfo di Hauraki, medesima cornice della America's Cup 2000. Seduto sulle spalle dei giganti Cino Ricci, Paul Cayard e Francesco De Angelis, Sirena proverà a riuscire laddove i suoi illustri predecessori avevano "fallito": portare la Brocca d'Argento in Italia per la prima volta nella storia.
https://i.eurosport.com/2021/02/11/2991454.jpg
L’hype per la finalissima di Prada Cup contro Team Ineos è già alle stelle, lo confermano i dati di ascolti tv e gli strumenti di monitoraggio del traffico web: l'Italia intera è pronta a solcare i mari a bordo della sua nuova barca del cuore, per vivere altre magiche notti bianche. Proprio come 38 anni fa, quando la sagoma di uno scafo azzurro si stagliava contro il cielo terso del Rhode Island.
QUAL È LA VOSTRA BARCA DEL CUORE?

Luna Rossa in finale! Gli highlights del 4-0 su American Magic

America's Cup
I precedenti di Luna Rossa nelle finali di Prada Cup
09/02/2021 A 10:33
America's Cup
Luna Rossa torna in acqua alle 04:00 venerdì 19 febbraio
05/02/2021 A 10:23