Luna Rossa si sta preparando per affrontare Team New Zealand nel match race che metterà in palio la America’s Cup, il trofeo sportivo più antico al mondo. Gli organizzatori sono stati costretti a posticipare l’inizio della contesa, originariamente previsto per sabato 6 marzo. Ad Auckland (Nuova Zelanda) vige un lockdown di livello 3 fino a domenica, dunque non si gareggerà prima di mercoledì 10 marzo. L’attesa è spasmodica in vista della battaglia nel Golfo di Hauraki, bisogna vincere sette regate per conquistare la Vecchia Brocca e l’equipaggio italiano sogna l’impresa contro i padroni di casa.
Team Prada Pirelli ha messo le mani sulla Prada Cup, surclassando prima gli statunitensi di American Magic (4-0 in semifinale) e poi tramortendo Ineos Uk (7-1 in finale). Ora è arrivato il momento di fronteggiare la corazzata neozelandese, il Defender che partirà con i favori del pronostico ma che teme molto l’equipaggio italiano. Luna Rossa si distingue per la manovrabilità della barca e per il livello delle virate, gradendo soprattutto il vento leggero. Team New Zealand ha puntato tantissimo sulla velocità di punta e sulla performance con brezza sostenuta.

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Al momento c’è un particolare punto di forza dei Kiwi che sembra particolarmente temuto da Luna Rossa, stando a quanto evidenziato dal grinder Davide Cannata in un’intervista concessa al nostro Stefano Vegliani durante la trasmissione Sail2u trasmessa sulla pagina Facebook di OA Sport:"Sappiamo che il Defender, pare, abbia una marcia in più. I neozelandesi sono sempre temuti. Ci sarebbe piaciuto avere qualche giorno o settimana in più per testare qualcosa di nuovo e provare ad avvicinarci a delle velocità ancora maggiori. Però tutto sommato la barca è in un ottimo stato, fisico e mentale. I neozelandesi stupiscono per le velocità che riescono a raggiungere di bolina: questo è ciò che più temiamo di loro. Come sapete abbiamo, tra virgolette, un “grande programma di spionaggio".
L’atleta prosegue: "Adesso siamo concentrati sui Kiwi e sappiamo bene cosa stanno facendo. Stanno usando delle ali molto piccole, che sicuramente garantiscono loro un’ottima velocità con vento forte. Comunque riescono a portare la barca molto bene anche con vento leggero. Hanno trovato un ottimo equilibrio. Noi abbiamo puntato più su una barca allround, che possa navigare bene sia con poco sia con tanto vento. Abbiamo capito che con poco vento siamo avvantaggiati grazie alla superficie delle ali che è la più grande tra i quattro team, ma allo stesso tempo abbiamo una manovrabilità invidiabile. Contro di loro dobbiamo provare a metterla sul piano delle virate e delle strambate".

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