Il tanto atteso venerdì 17 settembre non ha portato con sé l’annuncio che tutti gli appassionati di vela si aspettavano. Team New Zealand non ha comunicato dove si disputerà la prossima edizione della America’s Cup. I detentori della Vecchia Brocca avevano fissato questo giorno come limite per la comunicazione di data e sede della competizione sportiva più antica al mondo, ma bisognerà ancora aspettare per conoscere dove andrà in scena la 37ma edizione della Coppa America.
Royal New Zealand Yacht Squadron (RNZYS) ed Emirates Team New Zealand (ETNZ) hanno infatti riferito ufficialmente di avere esteso il periodo di selezione, in modo che le sedi in ballottaggio possano elaborare i dettagli finali e fornire ulteriori informazioni necessarie riguardo alle proprie candidature. Come è ben noto sono in shortlist Cork (Irlanda), Jeddah (Arabia Saudita), Valencia/Barcellona (Spagna) anche se nelle ultime ore si sta ravvivando la possibilità di mantenere l’evento ad Auckland (Nuova Zelanda) ed è proprio questo barlume di speranza che probabilmente ha spinto i Kiwi a rinviare l’annuncio.
Come da tradizione, l’epopea della America’s Cup (nata addirittura nel 1851) si tinge di un nuovo capitolo da vero romanzo. Ufficialmente i motivi del rinvio della stagione sono stati spiegati da Aaron Young, Commodoro di RNZYS (lo Yacht Club detentore della Coppa delle 100 Ghinee): “Preferiamo concederci un po’ più di tempo, a vantaggio della competizione e della sede ospitante: prendiamo una decisione giusta piuttosto che una decisione affrettata. Inoltre i membri di ETNZ non sono riusciti a visitare le varie sedi a causa delle restrizioni causate dall’emergenza sanitaria“.
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Nel comunicato ufficiale, però, non ci nasconde dietro a un dito e si parla della lettera che il miliardario Mark Dunphy ha inviato a Team New Zealand un paio di giorni fa, in merito alla fattibilità di un suo finanziamento per mantenere l’evento nel Golfo di Hauraki, dove Peter Burling e compagni hanno sconfitto Luna Rossa per 7-3 esattamente sei mesi fa. Questo tempo aggiuntivo, si legge nel comunicato, “consentirà al signor Dunphy di rispondere alle domande che gli abbiamo già rivolto il mese scorso“.
Grant Dalton, CEO di Team New Zealand, ha puntualizzato: “L’aspetto più importante è che abbiamo un numero di sedi potenziali davvero eccezionali, con offerte davvero competitive. Per noi è frustrante non essere stati in grado di chiudere il nostro accordo con una sede ospitante entro la data prevista del 17 settembre, come avevamo precedentemente proposto, ma ora ci stiamo concedendo più tempo per lavorare sui dettagli finali delle varie sedi. Come abbiamo sempre sostenuto, per quanto possa sembrare improbabile, Auckland non è mai stata fuori dai giochi. Quindi, ora che che abbiamo ricevuto la lettera del signor Dunphy, sarebbe negligente da parte nostra non esplorare la fattibilità di un evento ad Auckland e completamente finanziato a livello locale. Finora non ci sono state prove che ciò fosse vero“.
Di fatto, bisogna ancora aspettare per sapere questa fantomatica sede. Questa volta, però, non c’è nemmeno una data limite fissata da Team New Zealand che, in quanto campione in carica, ha il diritto di prendersi i propri comodi. Il bello e il brutto della America’s Cup. Attenderemo, proprio come gli equipaggi che intendono partecipare (Luna Rossa in testa, Ineos Uk è Challenger of Record).

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