Dove si disputerà la prossima America’s Cup? La domanda più gettonata degli ultimi sei mesi tra gli appassionati di vela avrà la tanto attesa risposta tra poche ore: domani (venerdì 17 settembre) Team New Zealand comunicherà ufficialmente date e sede della 37ma edizione della competizione sportiva più antica al mondo. I detentori della Vecchia Brocca, capaci di difendere il trofeo sconfiggendo Luna Rossa nello spettacolare match race andato in scena lo scorso marzo nella baia di Auckland, hanno il diritto di decidere la località della contesa e gli ultimi mesi sono stati davvero febbricitanti.

Sperano in quattro

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11/08/2021 A 15:37
Il sodalizio guidato dal CEO Grant Dalton ha respinto l’offerta del Governo Neozelandese per mantenere l’evento nel Golfo di Hauraki, ritenendo insufficienti i circa 60 milioni di euro messi sul tavolo dall’Esecutivo guidato dalla premier Jacinda Ardern. A quel punto i Kiwi si sono appoggiati a una società di consulenza sportiva con sede a Londra per trovare la sede giusta all’estero, la quale avrebbe dovuto ovviamente pagare una tassa sostanziosa per poter ospitare la prestigiosa manifestazione velica. Sono state ricevute ben 35 candidature e, dopo un’accurata scrematura, si è arrivata alla tanto sospirata short-list.
Sono rimaste in corsa tre sedi, per un ballottaggio ristrettissimo: Cork (Irlanda), Jeddah (Arabia Saudita), Valencia e Barcellona (Spagna). Nelle ultime ore, però, stanno un po’ tutte vacillando: Cork era sicura del suo intento ed era lanciatissima, la stampa locale dava già per scontato il successo, ma il Governo inizia ad avere dei dubbi viste le elevate cifre da sborsare (si è arrivati a parlare anche di oltre 200 milioni di euro); Valencia aveva ufficializzato la sua candidatura, dopo aver già ospitato la Coppa America nel 2007 e nel 2010, ma le coperture economiche non sono rassicuranti e il Governo centrale starebbe cercando una soluzione (per questo motivo si parla anche di un’altra città, Barcellona è la più caldeggiata); Jeddah non ha problemi finanziari, ma l’Arabia Saudita non è particolarmente gradita per questione etiche e per la mancanza di diritti umani (la condizione delle donne è da anni al centro del dibattito internazionale).

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La Nuova Zelanda tenta il colpo di coda

Tra poche ore sapremo, ma non è da escludere il colpo di coda a sorpresa. Sembra che la America’s Cup debba trasferirsi e che i detentori debbano difendere all’estero la Coppa delle 100 Ghinee, ma in Nuova Zelanda si sta lavorando alacremente per tentare un’operazione che sembra impossibile: mantenere l’evento nelle acque nazionali. Alcuni milionari ne starebbero parlando, ma sembra tutto molto fumoso come lo è stato su questo fronte per sei mesi (a un certo punto Mark Dunphy, presidente di Graymouth Petroleum, aveva offerto i propri soldi ai Kiwi per regatare in casa, a patto di ottenere le dimissioni di Grant Dalton). A questo punto dobbiamo soltanto aspettare, l’attesa sta per finire. I britannici di Ineos Uk sono il Challenger of Record e insieme a Team New Zealand stanno scrivendo il protocollo della competizione. Luna Rossa ha già annunciato la propria presenza, vedremo all’opera anche un equipaggio statunitense. Da capire se ci saranno altre novità in acqua. A questo punto la data più probabile per la disputa dell’evento sembra il 2024, ma non è da escludere un anticipo al 2023.

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