A otto mesi di distanza dallo storico trionfo di Tokyo 2021, la coppia magica della vela italiana Ruggero Tita-Caterina Banti sta per ritornare in gara a Palma di Maiorca in occasione della 51ma edizione del Trofeo Princesa Sofia, primo grande evento internazionale della nuova stagione per quanto riguarda le classi olimpiche.
I campioni a cinque cerchi in carica del catamarano misto Nacra 17 ritroveranno in Spagna alcuni degli avversari che hanno dovuto sconfiggere a Enoshima lo scorso agosto, tra cui i fortissimi britannici John Gimson e Anna Burnet (argento a Tokyo).
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Non vedevamo l’ora di tornare a regatare sul Nacra 17. Dopo Tokyo non siamo stati mai fermi, sia io che Caterina abbiamo gareggiato su altre barche, poi da metà ottobre abbiamo ripreso gli allenamenti a Cagliari con il resto della squadra e adesso vedremo a che punto siamo“, dichiara Tita in vista della manifestazione iberica.
Il timoniere trentino introduce poi le novità del regolamento tecnico per i Nacra in vista di Parigi 2024: “Dopo i Giochi di Tokyo la classe Nacra 17 ha introdotto una modifica ai timoni per migliorare le performance del catamarano. In pratica c’è la possibilità, durante la navigazione, di modificare in maniera indipendente l’angolo di incidenza dei foil dei due timoni facilitando il “decollo” anche in bolina e migliorando il momento raddrizzante“.
Se ci sentiamo i favoriti? No, adesso si riparte tutti da zero. Bisogna vedere chi ha lavorato meglio durante l’inverno e soprattutto chi ha imparato a sfruttare al massimo il nuovo sistema di timoni che farà veramente una grande differenza sia in termini di performance che di strategia in regata”, prosegue il nativo di Rovereto (fonte: Gazzetta dello Sport).
Dopo aver dovuto rinunciare all’ultima campagna di Coppa America in Nuova Zelanda per puntare tutto su Tokyo, Ruggero non esclude la possibilità di disputare sia i Giochi di Parigi che la prossima America’s Cup a Barcellona nel 2024: “Partecipare alla 37ma America’s Cup con Luna Rossa è un’opzione, che la Coppa si corra in Europa invece che in Nuova Zelanda e la base di Luna Rossa sia a Cagliari (dove si allenano anche gli azzurri delle classi olimpiche) sono due fattori che rendono le operazioni più facili, ma bisogna vedere come organizzare le cose, non è tanto semplice. Non nego che mi piacerebbe bissare una medaglia olimpica e vincere la Coppa per l’Italia, sarebbe davvero bellissimo“.

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